Hotspot. L’Inghilterra domina

“England prevails”, l’Inghilterra domina. Questo lo slogan dal regime autoritario inventato da Alan Moore nel fumetto “V for Vendetta”; slogan che obliquamente si adatta anche a quanto accade nelle ultime ore nelle cancellerie e nelle borse occidentali. Nel caos emerso dal fallimento di Lehman Brothers si sono innescati molti nodi cruciali di carattere finanziario ed economico, ma uno su tutti è sembrato serio e definitivo: la mancanza di un indirizzo politico alle onde dei mercati. Una incapacità sopratutto statunitense. Inefficaci gli interventi della banaca centrale Usa, forse addirittura controproducente il piano di salvataggio da oltre 700 mld di dollari del ministro Paulson, incentrato su un complesso meccanismo di riacquisto dei “titoli tossici”. Mentre anche tutti gli altri governi tergiversano sul da farsi, Gordon Brown a metà della scorsa settimana prende l’iniziativa, decide di ricapitalizzare le sua banche (de facto una nazionalizzazione anche se non lo si vuole dire) e individua il probabile fulcro della tempesta: le garanzie sui prestiti interbancari. A ruota l’area dell’Euro, Germania compresa, segue le linee guida inglesi, e probabilmente lo farà anche la morente amministrazione Bush, riposizionando su questo tracciato il piano Paulson anche grazie ad alcune modifiche introdotte dalla maggiornaza parlamentare democratica.
Morale della favola: Gordon Brown sarà sicuramente una persona intelligente, ma si può immaginare che abbia seguito precisi consigli dal mondo opaco, se non invisibile, della City londinese. Così con squisito pragmatismo la culla thatcheriana del neoliberismo si trasforma ora nella sua fossa.

[giovanni dognini]

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