Bologna, 5 dic. – Dopo meno di una settimana dallo sgombero di via San Vitale 122, gli attivisti di Hobo hanno trovato un’altra casa per Idra, il progetto di occupazione a scopo abitativo legata al collettivo universitario. Si tratta di una palazzina al numero 1 di via Albiroli: “E’di proprietà della parrocchia di San Pietro in Metropolitana” dice Giulia Page, del collettivo. In altre parole, la palazzina occupata, disabitata da diversi anni, fa parte delle proprietà della Curia bolognese, in particolare, proprio di quelle della Cattedrale. Via Albiroli è una strettissima strada medievale, che collega via Sant’Alò a via degli Albari e si affaccia su piazzetta Prendiparte, dove si trova l’ingresso posteriore della Curia.
L’occupazione è arrivata al termine di un corteo partito da piazza Verdi intorno alle 18,30. In duecento persone, in larghissima parte attivisti dei collettivi Hobo, LàBas e di Asia Usb, hanno sfilato per via delle Moline, via de’ Falegnami, via Marconi (al grido di “Tutti quanti famo paura”), via Ugo Bassi, piazza Roosevelt, via IV Novembre, piazza Maggiore, via Indipendenza per finire poi nelle stradine medievali alle spalle del ghetto ebraico. All’incrocio con via Lame una prima azione degli attivisti di LàBas: coperti da una fitta cortina di fumogeni un manipolo di manifestanti si è diretto verso la sede di Confabitare, l’associazione di proprietari immobiliari guidata da Alberto Zanni che nelle scorse settimane ha chiesto a più riprese il pugno duro contro le occupazioni. “Abbiamo sanzionato la sede di Confabitare” hanno gridato dall’impianto audio trasportato su di un carriolo in testa al corteo. La “sanzione” è una scritta a vernice rossa sulla serranda abbassata dell’associazione: “Occupare è giusto“.
Ripartito, il corteo è sfilato sotto la Prefettura al grido di “questo palazzo non serve a un cazzo, Merola, Merola sei un pupazzo” e poi, dopo un brevissimo stop davanti al portone chiuso di Palazzo d’Accursio, ha imboccato via Indipendenza. Qui, all’altezza di via del Monte, prendendo di sorpresa Digos e Polizia Municipale che si trovavano davanti al corteo, i manifestanti si sono infilati in via del Monte e rapidi hanno guadagnato piazzetta Prendiparte. Mentre un gruppo, con l’ausilio di ombrelli e striscioni, impediva a cronisti e fotografi di riprendere la scena, un altro gruppo armato di attrezzi da carpentiere ha avuto la meglio del portone all’1 di via Albiroli. Che fosse un palazzo di proprietà ecclesiale era chiaro dalla lunetta di ferro che sormontava il portone, con il cristogramma JHS. “E’ una struttura appartenente alla Chiesa- ha detto Page- che come sappiamo ha un regime immobiliare a sé stante e questo ha rafforzato ancora di più la nostra volontà di dimostrare che la speculazione a Bologna e coinvolge tutti i poteri, dal Comune fino ad arrivare alla Chiesa”.
Con la nascita di Idra 2.0, gli attivisti del collettivo Hobo, insieme a quelli delle altre sigle presenti in piazza, intendono dimostrare che “la repressione che si sta mettendo in campo in questi giorni a Bologna” non li spaventa. “Idra non vuole essere uno studentato– precisa Page- anche perché questo è il pretesto che molto spesso le istituzioni usano per giustificare la repressione dicendo ‘sono studenti, sono figli di papà..’ Idra ha già dato un tetto a persone che non possono permettersi un affitto, che include sia studenti ma anche precari”.
La palazzina di via Albiroli è antica, ha i soffitti molto alti. Al suo interno, si trovano alcuni appartamenti in uno stato di forte abbandono. E’ molto probabile che sia stata abitata da ecclesiastici: uno dei soffitti è affrescato con una scena religiosa e in un muro al primo piano si trova anche, incastonata nel muro, una piccola acquasantiera. Per il resto le stanze sono spoglie.


























