16 giu. – Il presidente di Hera Tommaso Tomasi di Vignano è convinto che la multiutility “non vuole fare forzature” ma ribadisce che fino ad una nuova legge che definisca un nuovo quadro normativo dopo il successo del referendum che ha abolito la remunerazione del capitale investito per il gestore dell’acqua “i contratti vanno rispettati e per ora quelli che ci sono stipulati tra l’azienda e Ato scadono a fine 2012″. “Almeno noi li vogliamo rispettare – ha aggiunto – poi se ci dicono ‘no, stracciamolo’ bene, ma non è questa la nostra posizione”. Il presidente sottolinea che “se arrivasse una nuova legge quadro tra un mese noi saremmo contenti perché saremmo più tranquilli”. In pratica Tomasi di Vignano dice che Hera si aspetta la remunerazione del 7% del capitale investito fino ad una nuova legge.
Hera ha manifestato la piena disponibilità a mantenere gli investimenti per il 2011 per reti idriche, depuratori e fognature: si tratta di 26,5 milioni di euro.

