Hera. Dopo Ferrara anche Forlì fuori dal patto di sindacato

heraForlì, 18 feb. – Forlì si conferma una spina nel fianco per Hera. Dopo aver votato contro la fusione con Acegas nel 2012, l’amministrazione del sindaco Roberto Balzani (Pd) ha fatto il bis con Amga e, annuncia oggi, non rinnoverà il patto di sindacato dell’utility.

La motivazione è tutta politica e si rifà ai temi cari a Balzani negli ultimi anni sul fronte rifiuti, dalla “società post-incenerimento” allo studio di una società locale in house per la gestione della raccolta. L’integrazione di Amga in Hera è stata approvata dai rispettivi Cda il 23 gennaio scorso: ebbene, Forlì ha votato contro, spiega oggi l’amministrazione Balzani in una nota, “in coerenza con la decisione assunta a ottobre 2012 sulla fusione con Acegas”. Pur nella consapevolezza che l’operazione con Amga sia “positiva dal punto di vista finanziario” così come è “apprezzabile il progetto industriale che consentirà di acquisire importanti professionalità’, utili a competere nel settore gas, che sarà oggetto di prossime gare”, il nuovo niet dei forlivesi “sottintende una valutazione di natura politica e la necessità di aprire una discussione sulle società multiutility e i servizi pubblici locali, tra i soci pubblici di Hera”, continua il Comune. Non solo. I romagnoli, infatti, tornano a guardare in Emilia per la ricerca di possibili partner utili a promuovere un nuovo modello per i servizi pubblici locali. “In analogia alla scelta del Comune di Ferrara -continua l’amministrazione Balzani – Forlì non intende rinnovare il patto di sindacato di Hera“. Se lo stesso patto “rimane uno strumento fondamentale per i servizi pubblici locali e le politiche ambientali”, per i forlivesi “il doppio ruolo di soci di maggioranza e di regolatorilimita la possibilità di svoltare sulla governance proprio perché i soci pubblici sono i rappresentanti nelle agenzie e negli enti d’ambito che affidano i servizi (Atersir).

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Il sindaco di Forlì Roberto Balzani (Pd)

Dunque, “non confermare il patto di sindacato significa proporre un nuovo modello per la governance dei servizi pubblici locali, un modello in cui le amministrazioni pubbliche si dedichino unicamente al ruolo di controllo e programmazione dei servizi, nell’ottica di realizzare investimenti anche se non sono legati a un chiaro ritorno economico diretto”, rimarca il Comune. È l’assessore all’Ambiente, Alberto Bellini, a chiarire in particolare quale nuovo modello ha in mente la Romagna forlivese: “Un modello- dice l’assessore oggi- in cui si prevede il rafforzamento delle autorità di regolazione, che dovranno essere indipendenti dai soci delle multiutility e costituire una struttura tecnica in grado di verificare investimenti e metodi tariffari con meccanismi che includano, oltre al riconoscimento dei costi vivi, anche verifiche concorrenziali, basate su parametri di riferimento per i costi operativi. Le verifiche di tipo concorrenziale dovranno essere sviluppate, in particolare, per quei servizi che operano su mercati regolati, nei quali l’utente non ha la possibilità di cambiare gestore e nei quali il gestore- conclude Bellini- può beneficiare di economie di scala e garanzie date dalla durata della concessione”.

      Alberto Bellini - assessore Forlì

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