
Foto flickr Jeroen Bennink – CC-BY-2.0
Bologna, 31 mar. – “Gentile sindaco, le nostre associazioni, dedite alla diffusione della cultura della condivisione in ambito tecnologico e sociale, vogliono esprimervi la preoccupazione che accomuna molti dei nostri soci alla notizia del mancato rinnovo della convenzione dello spazio sociale autogestito Xm24“. Gli hacker di Bologna stanno con Xm24, centro sociale della Bolognina sotto sfratto dopo che il Comune ha deciso di rientrare in possesso entro fine giugno degli spazi di via Fioravanti.
A scrivere al sindaco Merola l’Emilia Romagna Linux User Group, HackInBo, il Bologna Free Software Forum, ProgrammaBol, CoderDojo Bologna e la triade Visualzoo / RaccattaRAEE / progetto ofPCina. Gruppi e associazioni che rappresentano alcune delle tante sfaccettature del digitale 2.0 bolognese. Dagli utilizzatori del sistema operativo open source Linux agli ingegneri super esperti in sicurezza, passando per gli educatori che si occupano di insegnare la programmazione ai bimbi. Ma ci sono anche i sostenitori del software libero, che si occupano di sensibilizzazione e cultura digitale, e i riparatori che rimettono in sesto i vecchi pc evitandone la rottamazione.
La richiesta, contenuta in un comunicato congiunto, è quella di trovare “soluzioni condivise” per non dissolvere l’esperienza di Xm24, “patrimonio di esperienze e attività di enorme importanza per chi come noi crede che la condivisione sia elemento fondamentale di una società più aperta e giusta”. Lo sfratto del centro sociale, dicono gli estensori dell’appello, sarebbe un “netto impoverimento del tessuto sociale e culturale della Bolognina e della città”. Xm24, concludono le associazioni, “da oltre 15 anni rappresenta una delle realtà autogestite più importanti di Bologna e d’Italia, esempio di aggregazione e collaborazione tra associazioni e persone che arricchisce il quartiere e la città”.
Xm24. Tramonta l’ipotesi caserma, resta lo sfratto

