28 ago. – Un giovane di 20 anni è morto ieri sera verso le 22 all’interno della struttura per malati psichiatrici “Casa Dolce” di Casalecchio di Reno, in cui viveva da un paio d’anni.
Le cause della morte del giovane non sono ancora chiare, per questo la Procura di Bologna ha disposto l’autopsia sul corpo. Verranno indagati gli operatori della Coop Dolce che sono intervenuti, l’ipotesi di reato è omicidio colposo.
Il ragazzo aveva trascorso la giornata con la madre, con cui aveva un rapporto conflittuale, e quel pomeriggio aveva conosciuto per la prima volta la sorella, una bambina nata dopo che il ragazzo si era trasferito a vivere a casa della nonna. Era rientrato nella struttura verso le 20.40, molto nervoso. Prima di andare a dormire, nel momento in cui gli è stato chiesto di spegnere la Playstation con cui stava giocando, ha dato in escandescenze ed è scoppiato in una crisi di ira, come già era accaduto in altre occasioni. Qattro operatori lo hanno immobilizzato, dopo che il ragazzo si era rifiutato di prendere la terapia calmante d’urgenza a cui si ricorre in questi casi. A questo punto il ragazzo era steso sul pavimento, ventre verso il pavimento, bloccato nelle mani e nei piedi dalle mani degli operatori.
Uno degli operatori, intanto, aveva chiamato il 118 e i Carabinieri, per chiedere un Trattamento Sanitario Obbligatorio. La vice presidente della Coop Dolce Carla Ferrero, ai nostri microfoni, ha ricostruito così quello che poi è accaduto: dopo l’arrivo dei Carabinieri, è stata la volta del 118. Ma il personale del 118, sempre secondo Carla Ferrero, non ha voluto intervenire, preoccupato dalla possibile reazione del ragazzo, chiedendo l’intervento di un medico per sedarlo. Quando è arrivata l’auto medica, il dottore ha cercato di intubare il 20enne, ma era ormai troppo tardi.
Sul corpo del ragazzo, secondo quanto appurato dal medico legale, non c’erano segni evidenti di percosse. Il pm Giampiero Nascimbeni, titolare del fascicolo, prima di disporre l’autopsia provvederà a iscrivere nel registro degli indagati gli operatori presenti ieri sera, per poter partecipare all’autopsia con propri consulenti.
Secondo il presidente della cooperativa Dolce, Pietro Segata, la causa della morte “non dipende dal trattamento messo in atto per la crisi” e “presumiamo che sia morto per una crisi cardiaca“. Nei mesi scorsi scorsi il giovane aveva effettuato dei controlli cardiaci che avevano dato esito negativo.
Ascolta l’intervista alla vice presidente della Cooperativa Dolce Carla Ferrero

