20 lug. – Evadeva il fisco da quattro anni o forse più, con una delle “classiche” delle truffe all’Iva, la “frodecarosello”, che gli ha permesso di “risparmiare” almeno 50 milioni di euro di fatturato mai dichiarato. La Guardia di Finanza di Bologna, però, gli stava alle calcagna da un anno e lo ha arrestato. Perciò un bolognese 62enne, imprenditore nella telefonia e nell’informatica, è da oggi ai domiciliari, con le accuse di emissione di fatture per operazioni inesistenti e omessa dichiarazione dei redditi e dell’Iva. Il provvedimento è stato firmato dal Tribunale di Bologna su richiesta del pm Enrico Cieri.
Il “giochino” con cui l’imprenditore evadeva il fisco è legato al fatto che, negli scambi di merce tra paesi comunitari, le tasse si pagano nel paese di destinazione. Sfruttando questo meccanismo, l’uomo si serviva delle sue due società per creare fittizi passaggi di merce ed emettere “fatture false” nei confronti di
imprenditori italiani. In pratica, risultava acquirente di cellulari di ultimo grido comprati a San Marino o in paesi Ue, ma non comprava realmente la merce pur emettendone fattura. In questo modo, gli imprenditori potevano ribassare il prezzo dei telefonini e scaricare l’Iva sulla base delle sue fatture.
Ciliegina sulla torta, l’imprenditore, secondo gli inquirenti, ci guadagnava ulteriormente intascando
una sorta di provvigione che riceveva dagli imprenditori (di varie città, due anche di Bologna). L’impresa di telefonia di cui è titolare è una ditta individuale con sede vicino a San Lazzaro di Savena. L’altra impresa di cui era amministratore di fatto, una srl attiva nello stesso settore, è formalmente intestata a un imprenditore romagnolo, che al momento è solo indagato.

