Per fare il sindaco ci vogliono 130-140 mila voti, non bastano quelli dei famigliari e degli amici“. Per Guazzaloca la serata di Cazzola è stata “una convention di partiti schierati, con il tradizionale elettorato upper-class”. L’ex sindaco ha liquidato così dai microfoni di E’TV l’evento di Palazzo Re Enzo in cui Alfredo Cazzola ha annunciato i componenti della sua squadra, alla presenza di tutto lo stato maggiore Pdl. “Ieri sera c’erano i partiti , ognuno ha fatto le sue telefonate e hanno portato un po’ di persone. C’e’ stato uno sforzo dei partiti per dare una rappresentazione visiva importante. Pero’ erano li’ tutti, c’era lo stato maggiore di quelli che sponsorizzano quella candidatura”. Giorgio Guazzaloca ci tiene ad apparire come l’unico, vero, candidato civico. E attacca Cazzola non solo uomo dei partiti, ma rappresentante di un’unica classe, quella dell’alta borghesia: “”Mi sembra- aggiunge Guazzaloca- che ieri sera, da quello che
si e’ letto, ci fosse una tipologia di cittadini, mentre probabilmente da noi c’era una trasversalita’ maggiore, c’era qualche persona del popolo, qualche operaio, qualche piccolo commerciante, qualche artigiano. Lì (in Re Enzo ndr) mi sembra invece che ci fosse un ambiente ben definito. Cazzola è il candidato giusto per quell’ambiente”.
Guazzaloca passa poi a parlare della disfatta del Pd in Sardegna e profetizza che anche sotto le Due Torri, “c’e’ tempo” per una loro sconfitta alle elezioni del 6 e 7 giugno”.
Dopo la sconfitta di Renato Soru, Guazzaloca vede aprirsi nuovispazi lasciati da un Pd in crisi. “Penso non sia un segnale, ma ripetuti segnali. Mi sembra che sia una discesa senza freni, ormai e’ saltato tutto: forse dentro il partito determinate logiche che tenevano uniti, ma anche nell’opinione pubblica si sono sfaldati certi convincimenti”, ad esempio “il fatto di essere il partito delle persone che non hanno problemi dal punto di vista dell’onesta’ personale“.
