Guazzaloca attacca, il Cev risponde

31 ago. – “Essere simpatici, stare in mezzo alla gente” non basta per essere un buon sindaco. E’ questo il pensiero di Giorgio Guazzaloca, l’ex sindaco che nel 1999 strappò il governo di Bologna dalle mani della sinistra, intervenuto lunedì sera al dibattito in programma alla Festa dell’Unità dal titolo “Idee, proposte, progetti per Bologna”. Un attacco, nemmeno tanto velato, a Maurizio Cevenini, il nome più accreditato per la corsa alla carica di sindaco del centro sinistra. “Se si sceglierà una soluzione di basso profilo” per il prossimo sindaco di Bologna – ha detto Guazzaloca – “pur con tutta la democraticità del caso, con le primarie”, allora “Bologna il punto più basso non l’avrà toccato con Delbono, ma lo toccherà il prossimo anno”. E Cevenini risponde: “Questo pensiero su di me Guazzaloca l’aveva espresso in altre occasioni. Ed è capitato anche ad altri di farlo”. A chi?, Cevenini non vuole rispondere direttamente alla domanda: “Basta andare a vedere sui giornali dei giorni scorsi”.

Una cosa però, Cevenini la vuole precisare: “Io non ho bisogno dell’investitura di nessuno. Per me parlo solo io”. Sono troppi, per il Cev, gli “interpreti della mia volontà” ma “si parla di me senza che io abbia espresso la volontà di candidarmi a primarie, che non si sa ancora quando saranno”. Prima di scendere in campo Cevenini vuole aspettare che vengano fissate le regole del gioco. L’appoggio e il sostegno popolare di cui Cevenini gode non bastano e Cevenini lo sa: un sindaco “deve essere sostenuto dalle componenti forti non i poteri forti, ma tutto quanto si muove in modo organizzato e strutturato in città”.

Sono queste la valutazioni, i pensieri che disturbano i sonni di Cevenini, che infatti, ammette: “Dormo pochissimo di notte”.

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Il Pd avverte il centrosinistra

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