Delbono usa il guanto di velluto, Cofferati lo gela: “sono tra i pochi a votarti”


24 Mar. – “Se sono sorpreso? Non ne sentivo il bisogno. secondo me i litigi del centrodestra a Bologna bastano e avanzano”. Così risponde Flavio Delbono alle accuse lanciate da Sergio cofferati in merito ai ritardi e alle incertezze sul programma e la coalizione guidata dal candidato PD. Non un affondo nè una dura replica, ma una sottolineatura sul fatto che le cose non stanno come dice Cofferati. “Sono molto soddisfatto della campagna elettorale- scandisce Delbono- il consenso mio e della coalizione, come confermato anche dagli indicatori, è in crescita”. Dunque, “non siamo in ritardo, a Bologna come in altre città la situazione non e’ quella del 2004. I luoghi e i tempi della costruzione della coalizione e del programma sono diversi”. Quanto al rapporto con Cofferati, Delbono afferma che c’era, e c’è ancora, non verrà spazzato via. “E’ sempre difficile- spiega- la coabitazione tra l’uscente e l’entrante, mi pare che anche in altre città non sia sempre armonica”. Con l’attuale inquilino di Palazzo d’Accursio “per quanto mi riguarda ci siamo sempre visti e sempre sentiti. Per me non cambia nulla”. Delbono del resto non arretra sui punti che hanno originato la frizione con l’attuale giunta. “Ho detto che sulle infrastrutture avrei fatto diversamente nel 2004. Ma guardiamo avanti, perché si torna indietro”. Su Sirio poi “non ho mai detto di spegnerlo. Ho semplicemente detto che è diritto-dovere di un’amministrazione fare un bilancio delle sperimentazioni precedenti. Quello che avevo da dire l’ho detto, in tante occasioni ho fatto proposte sulla città”. Insomma, Flavio Delbono non porge proprio l’altra guancia ma non affonda il colpo, nella speranza che lo scontro con Cofferati si chiuda qui.


Speranza vana. A breve giro arriva le replica di Cofferati che invece rincara la dose e spara ad alzo zero: “Io voterò Delbono a prescindere, però sono uno dei pochi cittadini bolognesi che ha questa propensione. Gli altri vogliono sapere qual è il programma, qual è la coalizione. Lui e la Draghetti il mio voto ce l’hanno in ogni caso. Temo che non sia sufficiente per vincere“. Il sindaco non ha mezze misure, non concede nulla al “suo” candidato e possibile successore e invece che smorzare le polemiche lo incalza ribadendo le accuse: “Mancano 47 giorni alla presentazione delle liste, solo 47 giorni. Tra venerdi’ 8 e sabato 9 maggio, devono essere presentate le candidature a sindaco, le liste. Tutto deve essere risolto per quel giorno. Di qui ad allora ci sono solo 47 giorni. Non c’è un programma e non c’è una coalizione“. per Cofferati nella campagna elettorale di Delbono “c’e’ un ritardo evidente, un dato oggettivo, che va colmato”. Infine l’ultima stoccata sul tema del vigile elettronico: “ho un curiosita’ personale – aggiunge il Sindaco – voglio vedere cosa scrivono su Sirio“.

Trai due litiganti si inserisce Guazzaloca, a cui non par vero di smarcarsi dalle liti con Cazzola: “L’amministrazione Cofferati ha portato Bologna in questa gravissima crisi politica, etica e morale” – afferma l’ex Sindaco – “Delbono e i suoi colleghi di partito non hanno fatto nulla per invertire questa tendenza e pertanto, sono essi stessi colpevoli del degrado in cui versa Bologna. Le liti di oggi appaiono, quindi, stonate, fuori tempo massimo e stanno a dimostrare la debacle di un’intera classe dirigente”.
Foto di Roberto Serra /Iguana Press

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