Bologna 13 nov. – Iniziano le trattative con la proprietà per gli ottanta dipendenti della Guaber, azienda storicamente presente nel bolognese e di successo nel settore degli insetticidi e detergenti tra i cui marchi prodotti troviamo Vape, Grey e Vim.
Sul tavolo c’è la chiusura dello stabilimento ed il trasferimento dei dipendenti alla sede di Milano. Nessuno può ancora dire quanti saranno i trasferimenti e quanti, invece, gli esuberi.
Di sicuro c’è solo la posizione della proprietà, la multinazionale tedesca Henkel che a ottobre a dichiarato di voler applicare la sua politica mantenendo aperto un solo stabilimento sul territorio nazionale, dopo aver rilevato a giugno la precedente proprietà Spotless Group.
Gli impiegati della Guaber di Bologna che presidiavano Palazzo Malvezzi sono sopratutto donne e madri di famiglia.
Alcune di loro potrebbero accettare la proposta dell’azienda di lavorare nella periferia di Milano dove ha sede l’azienda, ma per molte questa è una opzione non percorribile, qui a Bologna hanno casa e famiglia, e si domandano come sia possibile che, pur producendo utile e avendo aumentando le quote di mercato, il loro posto di lavoro venga ora messo in discussione.
Alle trattative oggi hanno partecipato i rappresentanti sindacali RSU Silvia Bollina ed Elisa Pesci, il direttore del personale Guaber Alessandro Ferrari e quello di Henkel Italia Alberto Moschetti, i rispettivi amministratori delegati Massimiliano Oldani e Giacomo Archi, il vicepresidente della Provincia Prantoni, il rappresentante di Unindustria Bellifemmine ed il sindaco di Casalecchio Massimo Bosso.
Qui di seguito le voci raccolte tra i lavoratori manifestanti ed il punto della sindacalista Silvia Bollina sull’esito del primo incontro.
Nicolò Moruzzi

