Il Bologna quest’anno ha insegnato una cosa ai suoi tifosi: soffrire.
Ridotto in dieci al 65° per l’espulsione di Mbaye, dopo aver subito il pareggio di Pasquato, tutti allo Stadio profilavano l’ecatombe: invece i Rossoblù hanno resistito, quasi stoicamente, difendendo con le unghie e coi denti. E quando questo non è più bastato, quando Da Costa dopo due interventi è stato infine battuto, ci ha pensato Santa Traversa (come avvenne con l’Avellino e all’andata a Pescara) a fermare il colpo di testa a botta sicura di Melchiorri.
La finale di ritorno vede un Dall’Ara esaurito, 32.000 presenze, e un Bologna che inizia come sempre attanagliato dalla paura. E’ il Pescara a dare il primo brivido con Melchiorri che scheggia la traversa. A poco a poco i rossoblù prendono coraggio e escono dal guscio: prima un tiro da fuori e poi un bel colpo di testa di Oikonomou, ma la svolta arriva al 37° quando Acquafresca si invola dopo un uno/due e la rimette in mezzo, Torreira sbuccia la palla che resta li e Sansone non perdona infilando un siluro che annichilisce Fiorillo. Esplode il Dall’Ara.
Sembra fatta, ma nella ripresa la musica cambia: Oddo inserisce Pasquato e Sansovini, Rossi invece che aveva già sbagliato formazione scegliendo Morleo e Mbaye sbaglia ancora lasciando in campo l’ex interista e rischia di pagarla cara. Il Pescara attacca a testa bassa, ma è Sansone che può chiuderla in contropiede all’11° della ripresa: salta quattro difensori ma poi calcia su Fiorillo. Peccato. Il calcio è tremendo, gol sbagliato gol subito: sul ribaltamento di fronte lancio di Memushaj per Melchiorri che sovrasta Morleo e serve Pasquato in corsa che fulmina Da Costa: è 1 a 1.
La partita svolta e dopo altri 10 minuti il patatrac: Mbaye ammonito nel primo tempo falcia platealmente Pasquato e l’arbitro Fabbri lo sbatte fuori. Particolarmente veemente la reazione di Matuzalem che mangia la faccia a Rossi in panchina contestando all’allenatore il mancato cambio del giocatore già ammonito.
Da lì in poi è terrore puro: Delio Rossi che aveva già cambiato Acquafresca con Cacia sceglie di togliere il migliore in campo, Sansone, per coprirsi con Ceccarelli lasciando icredibilmente in campo un Laribi impreciso e sfinito.
L’ultima mezz’ora e sofferenza pura e terrore a ogni palla: il Bologna si rintana, il Pescara ci crede, Da Costa toglie due volte le castagne dal fuoco salvando la partita, poi quasi incredibilmente, in contropiede, Cacia potrebbe chiuderla: si invola, ma sul fallo del difensore pescarese che potrebbe portare al rigore invece che cadere resiste per far gol e poi si impappina.
L’arbitro Fabbri, molto insufficiente nella ripresa, non è equo e all’81° grazia Melchiorri (già ammonito) su un fallaccio da dietro su Maietta.
Lentamente si arriva il 90°: lo stadio ha il cuore in gola. E puntualmente su un cross arriva a Melchiorri (che stando a regolamento avrebbe dovuto far compagnia a Mbaye sotto la doccia.. ) la palla della vita: colpo di testa, Da Costa è battuto, ma la traversa no! La stessa traversa colpita al 93° minuto da Castaldo nella gara con l’Avellino.
Dopo un tempo di recupero interminabile l’arbitro fischia finalmente la fine: è serie A! I tifosi invadono il campo (ritardando la cerimonia di premiazione) e poi affluiscono in Piazza a migliaia per aspettare il Pullmann scoperto coi giocatori per la grande festa.
E’ stata durissima, ma il Bologna ce l’ha fatta. E’ Serie A!

