5 ott. – Intervistato a Ferrara al festival di Internazionale da giornalisti di prestigiose testate straniere (New York Times, Financial Times e Die Tageszeitung), il Presidente del Senato Pietro Grasso critica duramente il reato di clandestinità. “Sull’argomento immigrazione bisogna cambiare molte cose, a cominciare da un reato che ha la conseguenza disumana di mettere sotto indagine delle persone che sono appena sopravvissute ad un naufragio”. Comunque, precisa Grasso, tutta la questione sbarchi “deve diventare materia di interesse europeo“.
Sollecitato dai giornalisti, la seconda carica dello Stato tocca vari temi. Tra tutti la decadenza di Berlusconi (mai citato per nome) – “non sono né felice né insoddisfatto, si stanno applicando leggi e regolamenti come già successo per altri personaggi meno noti” – i costi della politica e la riforma della giustizia, che deve rendere il processo più veloce ed efficace, ad esempio fermando la prescrizione una volta iniziato il dibattimento. Sul tema dei costi della politica il Presidente del Senato rivendica il taglio delle spese del suo ufficio. “Considerando tutte le misure prese il risparmio è di quattro milioni di euro, un gesto simbolico certo, perché con quei soldi non si risolvono i problemi del paese, ma di fronte a chi non arriva a fine mese servono anche questi gesti”. Quando arriva la domanda diretta, “Presidente, quanto deve guadagnare un senatore?”, Grasso risponde che la cifra giusta si aggira tra i 5 e gli 7mila euro al mese.
Grasso poi parla di lotta alla mafia, che deve essere “lotta culturale e partire dalle esperienze sul territorio che già funzionano”, cita Addiopizzo, l’esperienza di Confindustria Sicilia “capace di cacciare chi non ha preso le distanze dalla mafia”, e anche le ultime elezioni regionali dell’isola, che hanno visto trionfare il Movimento 5 Stelle e Crocetta, “forze rinnovatrici”.

