Grandi lavoratori ma molto soli

Quasi la metà dei lavoratori stranieri residenti a Bologna e provincia ha un diploma o una laurea, ma tutti fanno lavori meno qualificati rispetto al loro titolo di studio. Il dato emerge da “Vivere sotto le due torri”, il rapporto sulle condizioni sociali, lavorative e di salute dei lavoratori stranieri promosso dall’azienda Usl di Bologna e realizzato dalla Provincia.


La ricerca ha preso in esame un campione di 350 persone, estratte a sorte tra i residenti di Bologna e di 22 Comuni limitrofi. L’86% degli intervistati ha dichiarato di avere un lavoro, tutti sono iscritti al Servizio sanitario nazionale e 1/5 di loro ha una casa di proprietà. All’elevato tasso di occupazione corrispondono condizioni lavorative spesso molto dure: un terzo degli intervistati ha lavorato nei giorni festivi, quasi altrettanti lavorano più di dieci ore al giorno e nei giorni di riposo. Non stupisce quindi che tra le patologie più diffuse tra qulle segnalate ci siano, oltre al mal di schiena, ansia e insonnia. “Nonostante questo quasi tutti sono soddisfatti e interessati al lato economico e remunerativo più che alle condizioni di lavoro e alla realizzazione personale”, commenta il curatore della ricerca Raffaele Lelleri, responsabile dell’Osservatorio provinciale sull’immigrazione. Il lavoro e la casa non sono però sufficienti a garantire l’integrazione; secondo Lelleri quasi tutti gli intervistati sono persone piuttosto sole e isolate, tant’è che il 90% di loro non ha mai frequentato reti o associazioni di cittadini. Sotto questo aspetto, le donne si destreggiano meglio con il sistema dei servizi e hanno più relazioni; a conferma del dato, il maggior numero di donne straniere sposate con italiani rispetto a quello degli stranieri sposati con donne italiane.

L’intera ricerca è disponibile sul sito della Provincia

Picture by Apesara

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