Sala Borsa a misura di straniero

27 mar. – Sala Borsa e centri culturali territoriali mancati luoghi di integrazione comunitaria. E’ ciò che emerge dalla ricerca sui consumi culturali dei cittadini stranieri effettuata dall’Osservatorio provinciale per le migrazioni in partnership con Sala Borsa. Su un campione di 550 cittadini stranieri, provenienti da 64 nazioni, intervistati in Sala Borsa e in alcuni centri territoriali permanenti emerge un’alta percentuale di immigrati nell’utenza complessiva di biblioteche e centri culturali.
Le heavy users sono le donne, circa il 56,4% degli utenti stranieri, in particolare quelle provenienti dai paesi dell’est. Inoltre circa un terzo degli intervistati è laureato e il 50 % è in Italia da meno di tre anni.
Alto anche il tasso di lettori di libri e giornali. Il 75% degli intervistati legge almeno un libro l’anno mentre il 33% legge abitualmente la stampa free press.
Biblioteche e centri culturali sono dunque ampiamente utilizzati dai cittadini stranieri, che però si trovano di fronte alla mancanza di personale linguisticamente competente. Questa situazione porta a delle grosse difficoltà nella comunicazione con gli utenti stranieri e nella catalogazione dei libri in lingua originale.
“Spesso gli stranieri si sottraggono al servizio per le difficoltà di comunicazione” – ha detto Fabrizia Benedetti –  “in questo modo la biblioteca, che nei paesi esteri è vista anche come uno sportello per avere informazioni sulla comunità, perde l’occasione per essere un luogo di integrazione degli stranieri in città”.

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