Gli scenari del dopo dimissioni

25 gen. – Dal momento in cui il sindaco Flavio Delbono rassegnerà ufficialmente le dimissioni annunciate oggi, la sua decisione diventerà efficace e irrevocabile entro 20 giorni. Allo scadere di questo periodo, il prefetto, per decreto del presidente della Repubblica, su proposta del ministro degli Interni, dovrebbe sciogliere il Consiglio comunale e indicare un commissario che porti alle elezioni. Normalmente viene scelto un vice prefetto o un ex prefetto. Le elezioni devono essere indette nel primo periodo utile.
La Prefettura ha chiarito che, dopo le dimissioni del sindaco, saranno già scaduti i tempi per andare a nuove elezioni comunali a marzo, quando in Emilia-Romagna sono già fissate quelle regionali.

E’ scaduto il 21 gennaio, infatti, il tempo utile perché le dimissioni consentissero di indire le elezioni comunali a marzo, come avrebbe permesso di fare la legge per le elezioni nell’Abruzzo del dopo terremoto. Secondo la legislazione vigente, si dovrà aspettare fino al 2011, verosimilmente fino a marzo. Questo vorrebbe dire che Bologna rimmarrebbe commissariata per più di un anno.

Così il Consiglio comunale di Bologna corre ai ripari per evitare il commissariamento e, all’unanimità, chiede l’intervento del ministro degli Interni, Roberto Maroni, perché il governo approvi al più presto il decreto per consentire le elezioni anticipate sotto le Due Torri. L’aula di Palazzo d’Accursio ha infatti approvato l’ordine del giorno presentato oggi dal consigliere comunale e segretario cittadino della Lega Nord, Manes Bernardini, subito dopo l’annuncio di dimissioni da parte del sindaco.

Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, giunto in città in serata, sulla possibilita’ di anticipare la data delle amministrative si è espresso con un “valuteremo“. Occorre intanto avere, ha detto, “le dimissioni vere, per adesso le abbiamo annunciate”.

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