Gli operatori del Cie tornano a scuola

9 apr. – E’ il primo corso in Italia e formerà un centinaio di operatori destinati al Centro di identificazione e espulsione di Bologna (Cie). L’iniziativa è promossa dal Garante dei diritti delle persone private e della libertà personale e organizzata dalla Provincia di Bologna e dal centro studi e documentazione Istituzione Gianfranco Minguzzi. Il corso, che si terrà nei locali del Cie di via Mattei 60, è rivolto a tutte le persone che lavorano nel centro, dagli addetti alla vigilanza agli operatori del front office.
Le lezioni si svilupperanno su sei incontri e si concluderanno il 27 maggio. Al percorso formativo parteciperanno anche gli operatori del Cie di Modena. “I temi saranno sopratutto giuridici, per permettere ai lavoratori del centro di essere il più preparati possibile di fronte alle richieste degli ospiti del centro”, ha spiegato Franco Pilati, responsabile del progetto Cie di Bologna. “Non escludiamo che in seguito, grazie anche a nuovi investimenti, i corsi potrebbero comprendere anche tematiche di tipo antropologico e sociale.”
L’inizio del corso, inoltre, coincide con la bocciatura di ieri in Parlamento dell’art.5 del cosiddetto decreto sicurezza, che avrebbe portato la permanenza nei Cie da 2 a 6 mesi. “Se fosse passato questo provvedimento – ha spiegato il garante dei diritti delle persone private e delle libertà personali, Desi Bruno – la struttura non sarebbe stata in grado di sostenere una così lunga permanenza degli ospiti. Inoltre, per gli ospiti del centro prolungare il periodo di soggiorno sarebbe stata una vera e propria lesione delle libertà individuali, trasformando la permanenza in una vera e proprio detenzione”.
Il Cie di Bologna ospita al momento 85 persone di cui 50 uomini e 35 donne.

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