Gli operai CNH protestano sulla A14

23 lug. – La reazione degli operai della Cnh di Imola, che ieri hanno appreso dell’avvio della cassa integrazione straordinaria per la chiusura dello stabilimento, non si è fatta attendere: in più di 100 si sono mossi in corteo fino al casello della A14, dove hanno distribuito volantini agli automobilisti rallentando per alcune ore l’accesso e l’uscita dei veicoli. A dare notizia della manifestazione è stata la Cisl, specificando che le bandiere erano listate a lutto per rispettare la tragica fine del giovane operaio della Chloride deceduto nella notte.

E nel pomeriggio è arrivata la convocazione di un incontro al ministero delle Attività produttive con le Organizzazioni sindacali e i rappresentanti dell’azienda, fissato per mercoledì 29 luglio.

«Stamattina – ha commentato Danilo Francesconi, segretario della Cisl imolese – ho visto grande solidarietà da parte degli automobilisti nonostante i disagi creati, segno che l’operazione di sensibilizzazione sta dando frutti e che quindi va continuata. Siamo una piccola realtà, ma non possiamo rassegnarci a subire decisioni senza logica che lasciano per strada in questa maniera 500 lavoratori».
Il sindacato vuole rassicurazioni e garanzie più concrete. «Non ci convince la dichiarazione che non lasceranno nessuno per strada – ha detto Francesconi -, l’abbiamo sentita troppe volte ed è stata sempre disattesa; attendiamo invece con ansia la convocazione del Governo per l’incontro che diventa sempre più urgente». Perché la Fiat «non puo’ decidere in maniera unilaterale soprattutto in una fase dove sta contrattando con il governo nuovi incentivi per tutto l’automotive: dunque, molto bene in questo senso è la dura reprimenda a Fiat del ministro Scajola».
Con gli operai si è schierato il Pd, che ha accolto «con stupore e rabbia» la notizia della decisione di Fiat di avviare la cig per chiudere la fabbrica «in contraddizione con gli impegni presi di fronte al governo», hanno detto Davide Tronconi e Fabrizio Castellari, capogruppo in Comune e segretario del Pd di Imola. «La Cnh di Imola – hanno aggiunto – va difesa e va richiamata la Fiat alle sue responsabilità sociali e imprenditoriali: oggi la Cnh Imola è l’emblema, come primo caso nel Paese, di irresponsabilità di Fiat che aveva fino a poche settimane fa rassicurato il governo sull’importanza della sua radicata presenza sul territorio nazionale».

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