Rabbia operaia: le tute blu bolognesi invocano il referendum sui contratti

26 gen. – Piovono fax nelle sedi della CGIL e nelle redazioni cittadine. Li mandano i delegati sindacali della Camera del Lavoro e della FIOM in particolare ai loro dirigenti per contestare l’accordo separato sulla riforma dei contratti firmato da CISL e UIL con governo e Confindustria. Gli operai considerano la firma inaccettabile e sollecitano una mobilitazione immediata, anche con scioperi. I lavoratori di Telecom, Wind, Ducati Motor ed Energia, Carpigiani, Tramec, Metalcastello, Lamborghini, Malaguti, 3F Filippi, Sasib, Mab-Assaabloy, Galletti, Minarelli, Marchesini, Ima e Ocem, in diversi comunicati chiedono unanimi che l’accordo sia sottoposto a referendum. Critiche anche al Partito Democratico, invitato ad «uscire dal loft» per occuparsi dei diritti dei lavoratori.

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