6 apr. – Dopo cinque giorni di protesta, i senzatetto di Bologna hanno deciso di smobilitare il presidio permanente davanti a Palazzo d’Accursio. Ieri è arrivata la comunicazione da parte del Comune dell’apertura dei dormitori di via Lombardia e via Beltrame, oltre che via Capo di Lucca, per un totale di 104 posti letto.
Ma il punto cruciale che ha fatto decidere la fine della protesta è stato il tema del requisito della residenza: Beltrame e via Lombardia saranno infatti dormitori ad accesso diretto, secondo le promesse del subcommissario Ricciardi e quindi, ha spiegato Alessandro Tortelli di Piazza Grande, “chiunque può riscattarvi un posto, anche se non residente a Bologna”.
Questa sera alle 19 i senzatetto che hanno partecipato alla protesta si ritroveranno in piazza Martiri per stabilire dove passeranno la notte. Il gruppo ha infatti deciso di continuare a dormire insieme, almeno fino a quando non potranno farlo in un dormitorio.
Hanno abbandonato stamattina piazza
Maggiore i senzatetto che protestavano sotto il Nettuno per un
posto in dormitorio. Dopo cinque giorni di protesta, gli homeless
di Bologna decidono di allentare la presa e lasciano libero il
marciapiede di Palazzo d'Accursio, da quattro notti giaciglio
improvvisato di una sessantina di senza casa. La richiesta era
arrivata ieri dal Comune, che dopo un incontro con una
delegazione di cinque homeless, aveva promesso di intervenire sul
problema. Da lunedi' 11, dunque, Palazzo d'Accursio mettera' a
disposizione 32 posti nel dormitorio di via Lombardia e altri 32
al Beltrame. A questi si sommano i 40 posti gia' previsti in via
Capo di Lucca: in totale quindi un centinaio di persone senza
dimora avranno un riparo nei prossimi mesi.
"L'amministrazione si e' dimostrata sensibile al problema-
dichiara Alessandro Tortelli di Piazza Grande, che ha seguito
'dall'esterno' la protesta- siamo in parte soddisfatti. Abbiamo
ricevuto una telefonata da parte del sub commissario Ricciardi,
che ha confermato la riapertura dei centri". Punto focale della
protesta e' la questione della residenza, obbligatoria per poter
accedere ai centri di accoglienza. "Per Beltrame e via Lombardia
invece il Comune ha confermato l'accesso diretto- spiega
Tortelli- ovvero chiunque puo' riscattarvi un posto, anche se non
residente a Bologna. Speriamo non si rimangino la parola data".
Gli homeless che hanno inscenato la protesta sono in effetti
quasi tutti non residenti, ma durante l'inverno hanno potuto
comunque accedere ai dormitori grazie alle regole diverse del
piano freddo

