14 lug. – Caporalato. Una parola che sembrava scomparsa dal vocabolario emiliano romagnolo e che invece, secondo la Fillea Cgil, sta tornando prepotentemente proprio nella nostra regione. Gli edili della Cgil lanciano la campagna “liberi dai caporali” perché, complice la crisi, il fenomeno si sta aggravando. Per due ragioni: da un lato la caduta della domanda ha prodotto una riduzione dei prezzi e di conseguenza spesso si lavora, per mantenerli bassi, al limite della legalità; dall’altro lato la crisi costringe le amministrazioni a fare bandi al massimo ribasso, che lungo la filiera del subappalto si traducono in “evidenti evasioni contributive e violazioni delle norme di legge”. A dirlo è il segretario regionale della Fillea, Valentino Minarelli.
I caporali non sono più solo quelli di una volta che giravano, e girano ancora, le periferie in cerca di manovalanza a basso costo; i nuovi caporali, dice Minarelli, sono “in giacca camicia e cravatta o borsetta di lusso” e sempre di più rivestono il ruolo di “consulenti per l’evasione contributiva e retributiva”. Infatti, “il 10% della forza lavoro in regione ha contratti a part time”, in cui figurano 10-15 ore lavorate settimanalmente a fronte delle reali 50-60. E non finisce qui: “Ci si inventa rapporti di lavoro associando i dipendenti in partecipazione”, oppure si obbliga i lavoratori ad aprire la partita iva perché così si possono evadere i contributi e scaricare sul “finto imprenditore” le responsabilità. E non da ultimo, alcuni datori di lavoro si fanno pagare dai dipendenti stranieri i contributi per la regolarizzazione.
Gli edili della Cgil, nel denunciare una situazione allarmante in un settore in cui le organizzazioni mafiose sono sempre più presenti, anche in regione, chiedono agli organismi di controllo di intensificare leispezioni, ai committenti maggiore vigilanza e alle istituzioni di introdurre nei bandi di gara una “premialità maggiore per le imprese socialmente responsabili su tutta la filiera compreso il subappalto”.
Da domani, i sindacalisti della Fillea gireranno i cantieri con assemblee informative distribuendo i guanti e il materiale informativo della “Campagna contro il caporalato”, che chiede tra l’altro di equiparare il reato di caporalato, oggi perseguito solo con una ammenda, a quello di traffico di esseri umani, perseguibile penalmente.
