La giustizia a Bologna? Sempre più lenta

28 mag. 2009- “Una volta la lentezza della giustizia riguardava gli uffici periferici; ora anche Bologna sta diventando una città di frontiera“. A dirlo è Lorenzo Gestri, presidente della giunta distrettuale dell’Anm di Bologna. La fotografia della giustizia bolognese scattata dagli operatori del settore è impietosa e a dir poco kafkiana. Basti pensare che stante la situazione attuale, senza l’apertura di altri processi, ci vorrebbero 5 anni per smaltire tutte le pendenze giudiziarie penali bolognesi, e 3 e mezzo per quelle civili. Invece. il carico di lavoro continua ad aumentare in modo esponenziale , senza che ad esso corrisponda un aumento del personale. Anzi. Bologna risulta così essere la terza città in Italia come carico di lavoro (dato dal rapporto tra le cause e il personale disponibile) nei processi penali.

La carenza di personale riguarda i magistrati, ma soprattutto il personale amministrativo: “Tutti i tribunali e gli uffici giudiziari di Bologna hanno 1824 dipendenti, il Comune ne ha più di 5000”, racconta la dirigente amministrativa della corte d’appello, Marilena Cerati. La mancanza di personale costringe anche il settore giustizia a soluzioni rocambolesche: l’info point del tribunale è gestito da anziani volontari dell’Auser, mentre per far fronte ai problemi di cancelleria in corte d’Appello hanno iniziato a collaborare due tirocinanti (non stipendiate) neo-laureate. “L’informatizzazione ci sarebbe di grande aiuto” dice sconfortata Cerati. Bologna resta una delle poche città a non avere un sistema informatico adeguato in corte d’Appello: il software esiste, ma non ci sono i soldi per installarlo e fare formazione (basterebbero sei giornate a persona). Per il momento quindi si continua ad accumulare carta su carta, nell’angoscia continua di perdere gli atti.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.