27 feb. – C’è incertezza sul futuro dei tirocinanti che lavorano negli uffici giudiziari. Sono 112 in Emilia Romagna, 3mila a livello nazionale, il cui stipendio dipende da 15 milioni di euro investiti dalla Legge di Stabiltà. Sono passati prima da crisi e chiusure aziendali, ora dal 2010 aiutano a garantire la funzionalità degli uffici giudiziari, sempre più indispensabili in una situazione di mancanza di personale.
La Fp-Cgil dell’Emilia-Romagna avverte che i 15 milioni sono “solo una piccola boccata d’ossigeno sia per le persone che per gli Uffici giudiziari”. E forse non ci sono nemmeno tutti quei soldi. Due giorni fa, in tutta Italia, i precari hanno tenuto presidi davanti a Prefetture, Corti d’Appello e a Roma nei pressi del ministero della Giustizia con questo slogan: “Quale giustizia senza lavoro?”. In un incontro con il capo del Dipartimento organizzazione della Giustizia, hanno avuto rassicurazioni sul proseguo del loro incarico, ma è anche saltato fuori che i 15 milioni non sono così sicuri.
Antonio Grosso, dell’Unione precari giustizia dell’Emilia-Romagna, riferisce infatti che “solo 7,5 milioni sarebbero previsti, sufficienti per appena 230 ore per ogni lavoratore, che sarà costretto a vivere con 2.300 euro lorde all’anno. Se fosse confermato, sarebbe un’ingiustizia sociale inaccettabile”.
Alda Germani della Fp Cgil ribadisce che queste risorse non possono essere spostate su altre voci di bilancio. “La loro destinazione è chiarissima” dice e rilancia: “Occorre dare continuità alla presenza di queste risorse umane e fare il passo successivo: bandire il concorso per un contratto di lavoro garantendo così continuità ai livelli occupazionali delle persone. Queste persone- dice Alda Germani, della Fp-Cgil devono uscire dal limbo dell’invisibilità coì da dare respiro a un ministero che ha oltre 8.000 carenze nell’organico”.
A sostegno vertenza dei tirocinanti domani, venerdì 18 febbraio, si terrà un’assemblea regionale aperta ai parlamentari eletti in regione, ai titolari degli uffici giudiziari e alla stampa, dalle 14.30 alle 17 nell’aula Bachelet della Corte di Appello di Bologna.

