Giuslavoristi per l’articolo 18

20 feb. – Non c’è bisogno di nuove norme per consentire alle aziende di licenziare per motivi economici. Lo sostengono i 100 e più giuslavoristi che hanno firmato l’appello “L’articolo 18: le verità nascoste”, divulgato questa mattina alla Camera del lavoro. Se la prendono con quella che definiscono «una campagna di disinformazione senza precedenti». E provano a fare chiarezza sulla norma che tutela i licenziati senza giusta causa.

«I licenziamenti per riduzione di personale avvengono quotidianamente, sia da parte di aziende con meno di 16 dipendenti», spiegano nel testo dell’appello, «sia da parte delle grandi aziende». Rispetto a questo genere di licenziamenti, che le imprese di solito chiamano “esuberi”, proseguono i firmatari, il giudice può intervenire per controllare che le motivazioni scritte nella lettera di licenziamento individuale siano vere o, in caso di licenziamento collettivo, che sia stata seguita la procedura regolare. Al di fuori di questi casi, l’articolo 18 si applica solo quando, in un’azienda con più di 15 dipendenti, uno è stato licenziato per ragioni per lo più disciplinari.

La Cgil stima che, negli ultimi tre anni, nel bolognese siano almeno 2.000 i lavoratori di aziende con oltre 15 dipendenti che hanno perso il posto.  Secondo Danilo Gruppi, segretario della CdL di Bologna, in tempo di crisi i licenziamenti di tipo disciplinare, rispetto a quelli per ragioni economiche, sono diminuiti, forse mascherati dai secondi:

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