Bologna, 6 giu. – Al punto di ascolto giovani dell’Asl di Bologna si rivolgono ragazzi molto diversi tra loro, ma tutti tra i 14 e i 20 anni. Ce ne parla Adriano De Blasi, il sociologo che lavora lì.
Il consumo maggiore è quello di cannabinoidi e alcol, ma si sta modificando negli ultimi anni. Al di là della sostanza assunta tra i ragazzi c’è chi prova le droghe come una sperimentazione e chi invece ne fa una propria “autocura”, oppure la ricerca della “devastazione” o sballo a tutti i costi che mischia alcol ed altre droghe. Il 40% dei giovanissimi ha già fumato almeno una volta cannabinoidi: “un consumo normalizzato, molto diffuso” ci spiega De Blasi.
I ragazzi sono consapevoli del confine tra uso e abuso delle sostanze? “Sicuramente è un confine molto difficile”, che ci ribadisce: “C’è lo psiconauta che fa ricerca sui vari tipi di sostanze e chi usa la ‘canna’ per affrontare meglio l’impatto con la scuola, oppure chi lo usa come momento di convivialità con gli amici”. Una raccomandazione: “Ogni ragazzo fa storia a sé“.
Le informazioni ci sono, così come ci sono i servizi di consulenza come il punto di ascolto giovani, anche se è difficile per gli operatori coprire tutta la domanda. In famiglia spesso non se ne parla e le informazioni degli adulti spesso dipendono dal sensazionalismo di alcune notizie di cronaca.
Un consiglio per gli adulti: “Utilizzare i servizi per qualche informazione in più e guardare alla relazione con i ragazzi, il campanello d’allarme sono i cambi improvvisi di comportamento”.


