Bologna, 27 gen. – “In questo edificio ebbe sede dal 1938 al 1940 la scuoletta elementare speciale ebraica di Bologna” è scritto sulla lapide con cui, il 27 gennaio del 2006, il Quartiere Saragozza ha scelto di ricordare quello che accadde nell’edificio che oggi è la sua sede, in via Pietralata 60. “Il governo fascista volle in questo modo allontanare i pochi bambini ebrei dalle scuole statali e difendere l’italica razza ariana”, prosegue la scritta, poi si spiega: “Per migliorare la vita di questo minuscolo ghetto si attivarono la solidarietà degli operatori didattici del XX circolo Luisa Barbolini ispettrice ed Arnaldo Cocchi direttore e la capacità degli insegnanti Giorgio Formiggini ed Iris Volli Pardo”.
Lucio Pardo, il figlio maggiore della maestra Iris, stamattina era presente alla commemorazione (nella foto, il primo da sinistra). Pardo, nato a Trieste nel 1936, già presidente della comunità ebraica di Bologna, ricorda che nella scuoletta ebraica passarono una quarantina di bambini, fra cui anche Roberto Weisz, il figlio di quell’Arpad che, nel 1936 e nel 1937, fece vincere alla squadra di calcio della città due scudetti e dopo le leggi razziali fu costretto a lasciare l’Italia con la sua famiglia verso la Francia e i Paesi Bassi, finendo per essere deportati e morire ad Auschwitz nel 1944.
Dopo il 1940, anche a causa dell’emigrazione a cui molte famiglie furono costrette, la sede di via Pietralata divenne troppo grande e la scuola fu trasferita in quella che allora si chiamava via delle due torri, oggi via de’ giudei, spiega Pardo, che la frequentò in una pluriclasse. Poi la sua famiglia andò ad abitare in un appartamento proprio sotto quella scuola
Questa mattina il presidente del Saragozza Roberto Fattori ha spiegato così il senso della lapide, dedicata “A coloro che in tempi bui non hanno seguito la corrente razzista“


