Giorno del ricordo. Bologna si interroga sull’accoglienza

giorno del ricordo 2014Bologna, 10 feb. – “Come continuare a essere accoglienti?”. E’ la questione che il sindaco di Bologna Virginio Merola pone al Consiglio comunale riunito questa mattina in seduta solenne nel Giorno del ricordo, istituito per legge 10 anni fa per non dimenticare le vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

“Bologna non è sempre stata accogliente, non lo è stata nel ’38, di fronte agli ebrei, e non lo è stata nel ’47 quando fu teatro di una manifestazione contro l’accoglienza delle persone che erano state costrette all’esodo”, aggiunge Merola facendo riferimento al treno di esuli contestato in stazione. Sono episodi che, secondo il primo cittadino, dobbiamo ricordare “perché abbiamo una grande tradizione di accoglienza” e da qui dobbiamo partire per capire come “continuare ad essere accoglienti”.

“Oggi si vedono immagini di esuli tutti i giorni in televisione, nel giorno del ricordo sarebbe importante un impegno all’accoglienza”, ha detto concludendo il suo intervento lo storico Raoul Pupo, docente di storia contemporanea all’università di Trieste, invitato in aula dalla presidente del Consiglio Simona Lembi. Secondo lo storico sono innegabili le responsabilità del regime fascista negli eventi che hanno portato alle Foibe e all’esodo delle popolazioni giulio-dalmato-istriane.

“E’ un successo”, dice Marino Segnan, presidente dell’associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, commentando le iniziative bolognesi per il 10 febbraio. Condanna le recenti contestazioni allo spettacolo di Simone Cristicchi e ricorda la sua esperienza di bambino durante l’esodo.

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