17 giu. – Il Cda di Hera costa più di quello di aziende a partecipazione pubblica ben più grandi come Eni o Enel. A sostenerlo è Silvia Giannini, vicesindaco di Bologna con delega al Bilancio, durante la seduta della commissione Affari istituzionali di Palazzo D’Accursio. La questione, spiega Giannini, “non è solo legata alla remunerazione, ma anche al numero dei consiglieri“. La multiutility ha 16 consiglieri che percepiscono un compenso di 75mila euro ciascuno per un costo totale di 1,65 milioni di euro all’anno.
I sette consiglieri d’amministrazione dell’Eni costano invece in totale circa un milione di euro, mentre i sette componenti del Cda dell’Enel arrivano a pesare sulle casse dell’azienda poco più di 800mila euro. Anche per questo, Giannini vede di buon auspicio che il Consiglio comunale approvi lunedì, insieme all’atto di indirizzo sulle nomine nelle società partecipate da parte del sindaco, anche un Ordine del giorno in cui impegnare la Giunta Merola a tagliare le indennità degli amministratori nelle controllate.

