23 mag. – “Ho cominciato a cantare in italiano perché non mi divertivo più e perché avevo finito tutti i trucchi relativi all’inglese”: ha le idee chiare Giancarlo Frigieri, già nella prima incarnazione dei Julie’s Haircut, poi in diverse altre band tra cui i Joe Leman. L’ultimo frutto della sua carriera solista, avviata da anni, è Distacco, un bell’album uscito a febbraio per Controrecords/New Model Label. Dieci canzoni in scaletta: Giancarlo ne ha suonate tre, la scorsa settimana, in versione chitarra e voce, per presentare il disco a Maps.
Il musicista ci ha anche spiegato il perché del titolo: “Intendevo avere una visione più lucida delle cose” e la razionalità è una parte dominante del DNA di Frigieri, insieme a una dichiarata prospettiva verista (sì, nel senso della corrente letteraria) nell’uso delle parole. Combinate insieme queste tendenze creano la peculiarità della scrittura del nostro ospite, che racconta storie intensamente, riferendosi a persone, ma anche a luoghi… che magari non ha mai visitato. Impressiona, infatti, per chi conosce la cittadina del nordest, la descrizione di “Gorizia”, traccia numero cinque del disco e canzone conclusiva dello showcase che potete ascoltare qua sotto. “Non ci sono mai stato”, ci ha detto Frigieri, “ma mi sembra un posto interessante da descrivere”.
Nell’intervsita, inoltre, abbiamo dissertato brevemente anche di argomenti apparentemente non collegati alla musica, come il dualismo razionalità/emotività. “Il vino bevuto in vacanza, una volta comprato e bevuto a casa, non dà lo stesso piacere”, ha dichiarato il nostro ospite. Lo sappiamo: prese così queste cose vi paiono completamente scollegate tra loro, ma vi assicuriamo che non è così. La chiacchierata con Giancarlo è stata interessante e decisamente diversa da quelle che vi potete aspettare che vengano svolte intorno a uno showcase. Non dovreste avere bisogno di altre motivazioni, quindi, per premere play e scoprire un musicista e il suo mondo.



