Genitori dell’asilo Roselle: “Il Giovanni XXIII non è un nido sicuro”

3 mag. – Il sindacato di base Usb e i genitori del nido Roselle pongono dei dubbi sulla sicurezza delle spazi dell’asp Giovanni XXIII che ospiterà i bimbi dell’asilo Roselle in ristrutturazione  da settembre.

Gli spazi dedicati al nido saranno al secondo piano e secondo Sara Montanari, una delle mamme, potrebbe essere un problema garantire la sicurezza in caso di incendio o “arrampicamenti” di bambini che sfuggono alla sorveglianza delle educatrici. I bimbi saranno poi costretti a usare scale o ascensori per raggiungere il giardino, nella struttura c’è un solo bagno e manca la cucina interna. Quindi, secondo Montanari il nido Roselle è  “molto più sicuro e confortevole”, ma il Comune ha deciso che va ristrutturato.

Secondo l’Usb la ragione è da ricercarsi nel progetto di privatizzazione di nidi: il comune svenderebbe gli asili migliori ai privati, con la scusa delle ristrutturazioni in project financing. I lavori al Roselle verranno infatti affidati al consorzio Karabak, che lo gestirà per alcuni anni successivi alla riapertura.

Il caso del nido Vestri, secondo nido in via di chiusura, per Vilma Fabbiani dell’Usb conferma la posizione del sindacato: “abbiamo chiesto quale fosse il problema di sicurezza, abbiamo interessato il quartiere, in delegati dei lavoratori per la sicurezza, gli uffici comunali senza avere risposte, né documenti. Per noi questa chiusura è legata all’apertura del Filonido interaziendale in via della Villa”.

L’Usb critica il commissario Cancellieri, che “ha accelerato il processo di privatizzazione”, ma ricorda che il progetto era già previsto dalle scorse giunte e attacca Virginio Merola “Non dica che pubblico e cooperative sociali sono la stessa cosa se rispettano gli stessi standard di qualità: i salari sono più bassi e il servizio inferiore”.

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