11 sett. – Il prossimo 18 settembre la consigliera vendoliana Cathy La Torre porterà in commissione Affari istituzionali, tra le altre cose, la richiesta di modifica della modulistica per l’iscrizione dei bambini agli asili nido. La “proposta di buon senso” della vendoliana è quella di sostituire ai termini “padre” e “madre” quello più neutro di “genitore”. La Torre prende spunto, oltre che da esplicite richieste delle Famiglie Arcobaleno, anche da quanto avanzato a Venezia da Camilla Seibezzi, consigliera comunale di Sel con la delega ai Diritti Civili che per la sua proposta ha ricevuto anche minacce di morte.
Alla base della proposta delle vendoliane c’è la constatazione che “oggi esistono famiglie diverse, non solo omogenitoriali, ma anche monogenitoriali” e al fine di evitare discriminazioni anche la burocrazia può modificarsi. Fermamente contrarie le voci che si levano dal Pdl e dalla Lega Nord.
Anche in casa Pd però più di uno storce il naso. Per un Benedetto Zacchiroli che si dive favorevole, il collega di partito (e di corrente, renziana) Piergiorgio Licciardello si dice contrario e parla di “pruderie eccessiva” e di una proposta “di cui non si vede il senso”.
A favore sono invece i grillini, come il capogruppo Massimo Bugani.
Secondo La Torre “Bologna non può essere la città dei diritti perché abbiamo ereditato dal nostro passato una cultura includente”. Per questo la vendoliana chiede uno scatto alle forze presenti in consiglio. E si rivolge al sindaco: “Penso che il sindaco ad occhi chiusi chiederà alla giunta di recepire il provvedimento. Se non fosse così – azzarda la vendoliana – dovremmo pensare che le cose dette qualche mese fa su un palco sono già passate”. Il riferimento è all’apertura alle adozioni per le coppie gay che Virginio Merola aveva fatto dal palco del Bologna Pride.

