21 lug. – Il teologo Luigi Lorenzetti interveniene sulla versione online di Famiglia Cristiana sulla vicenda delle gemelline siamesi nate a Bologna con cuore, fegato e intestino in comune e sostiene che non è moralmente lecito intervenire per separarle sapendo che una delle due debba essere sacrificata.
“La vita non si decide a tavolino” è il titolo del commento che sostiene che non è lecito “decidere in partenza che una bambina non uscirà più da quella sala operatoria“. “La separazione è moralmente ingiusta” prosegue il teologo “se si decide di salvare una vita, sacrificando l’altra. Al contrario, la separazione delle gemelle siamesi deve essere animata dalla ferma volontà di salvarle tutte e due. Non é lecito decidere a quale delle due bambine dare la possibilità di sopravvivere”. Secondo Lorenzetti, “un umanesimo, laico e cristiano, impedisce ogni forma di discriminazione o calcolo utilitarista nel rapportarsi alla vita umana”. Il teologo sottolinea comunque che “non si può non ammirare i protagonisti, a vario titolo, coinvolti nel voler dare futuro alle due bambine: anzitutto la giovane coppia che, avvertita della nascita altamente problematica, ha deciso di non interromperla e di lasciare libero corso alla vita che si annunciava; l’equipe medica, di alta competenza professionale che immediatamente si é allertata nell’offrire assistenza medica appropriata dopo il parto e anche prima”.
Inoltre, aggiunge, “i due Comitati di bioetica, rispettivamente dell’Università di Bologna e dell’Ospedale, sono pervenuti a un pronunciamento unanime tra laici e cattolici che prevede l’intervento chirurgico solo in caso di grave e immediato pericolo di vita”.
La linea medica è comunque quella di far crescere il più a lungo possibile le due neonate, anche per garantire maggior successo all’inevitabile intervento di separazione.

