20 dic. – Maurizio Gasparri addita i centri sociali e i collettivi studenteschi come responsabili degli scontri durante la manifestazione nazionale di marted’ 14 dicembre a Roma. Tra questi vengono citati anche due centri sociali bolognesi, il Laboratorio Crash e il Tpo, e tre collettivi degli studenti, il Collettivo Universitario Autonomo, l’Aula C di Scienze Politiche e il Collettivo Autonomo Studentesco.
Il senatore del Pdl durante il suo intervento venerdì in Senato dopo la relazione del ministro dell’Interno sugli scontri di Roma ha fatto i nomi di alcune realtà antagoniste che, secondo lui, avrebbero fatto da regia alla rivolta durante la manifestazione che chiedeva la sfiducia al Governo. Secondo Gasparri “Non bisogna andare a cercare sulla luna quelli che hanno fatto le violenze; non erano nemmeno stranieri o black bloc”.
Ed infatti la lista citata dal senatore corrisponde più o meno a quelle realtà che hanno organizzato il corteo o raccolto le adesioni per i pullman e che non hanno mai nascosto di aver partecipato alla manifestazione. Gli altri collettivi e centri sociali citati sono il Pedro di Padova, il Forte Prenestino e Acrobax di Roma, il Collettivo Autorganizzato Universitario e il laboratorio Insurgencia di Napoli, lo Spazio liberato 400 colpi e il Collettivo di Scienze Politiche di Firenze, il Collettivo Aut Aut, il Csoa Buridda e Zapata, il Terra di Nessuno di Genova ed altri.
I collettivi bolognesi rispondono che le accuse del capogruppo Pdl al Senato non li fermeranno. “Il suo e’ un attacco fascista che non ci fa alcuna paura”, dice Niccolò del CUA che aggiunge “Non ci possono accusare di fare cospirazioni o di agire nell’anonimato. Siamo consapevoli di quello che chiediamo e il conflitto sociale resta l’unico mezzo per difendere la nostra università”. Repliche arrivano anche da Luca del Cas: “Gasparri sta solo cercando di creare un clima di tensioni minacciando arresti preventivi, ma noi siamo pronti a scendere di nuovo in piazza per ribadire che la nostra generazione non ha un futuro”.
Intanto a Bologna il prossimo appuntamento della mobilitazione sarà mercoledì 22 dicembre mentre al Senato dicuteranno sì definitivo alla riforma Gelmini. Alle 16 gli studenti hanno lanciato un’assemblea pubblica nella sala centrale della Sala Borsa invitando docenti, ricercatori, precari, comitati per la difesa dei beni comuni. I manifestanti avvertono: “Se passa o meno il ddl non ci sarà alcuna pausa delle lotte”.

