La Garisenda, la più antica delle due Torri, può essere datata intorno all’ultimo ventennio dell’XI secolo. La torre subì rapidamente un cedimento, appena raggiunti i 60 metri, poiché la sua struttura era inadeguata al terreno instabile su cui era fondata. Sotto le Due Torri infatti scorre il torrente Aposa, che è possibile visitare ancora oggi grazie a recenti restauri (e ai tour organizzati dall’Associazione amici delle vie d’acqua e dei sotterranei di Bologna). Il cedimento non permise quindi di raggiungere l’altezza prefissata e la decisione di costruire la torre degli Asinelli potrebbe essere figlia di questo primo errore progettuale. La Garisenda con la sua pendenza contese il primato alla Torre di Pisa già dai primi tempi, il suo abbattimento fu scampato soltanto perché le casse comunali non disponevano delle 3000 lire necessarie per l’esproprio alla famiglia Garisendi, dalla quale prende il nome. Pur scampando alla demolizione totale, nel 1350 la Garisenda dovette subire un’abbassamento, di circa 12 metri, per volere del visconteo Giovanni da Oleggio, allora Governatore di Bologna. In questo modo fu possibile utilizzare la parete della torre come appoggio per un corridore, un ponte coperto di legno che metteva in comunicazione le Due Torri. Il ponte aveva una funzione strategica, dall’altezza di 34 metri era infatti possibile controllare tutta l’area del Mercato di Mezzo e prevedere l’accendersi di sommosse contro l’odiato padrone forestiero. Il corridore bruciò, con la probabile gioia dei Bolognesi, la notte di San Lorenzo del 1398, poiché un incendio accidentale arse tutto ciò che di legno c’era dentro e fuori la torre degli Asinelli.
Il Restauro
È a partire dai primi del Novecento che le Due Torri cominciano ad essere oggetto di studi scientifici mirati. Nel 1902 Francesco Cavani condusse a termine l’esatto rilievo della forma della Garisenda, determinandone precisamente lo strapiombo (3,22 metri verso est/sud-est), e dimostrando al tempo stesso come l’irraggiamento solare, pur provocando spostamenti delle sommità della torre Asinelli rispetto alla base, non le nuocesse affatto bensì ne assicurasse la singolare elasticità. Da allora la Garisenda sarà costantemente trascurata, sia nei lavori di studio e monitoraggio sia soprattutto in quelli di restauro e consolidamento.
Negli anni Settanta l’Asinelli è stata nuovamente oggetto di indagini e lavori di consolidamento e restauro, ma è solo nel 1993 che viene stipulata una convenzione tra il Comune e l’Università di Bologna per effettuare ricerche più strutturate sullo stato di conservazione e sulla sicurezza statica delle Due Torri.
Fu data in tal circostanza priorità alla torre Asinelli e, con la preziosa collaborazione della Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici, vennero eseguite indagini esclusivamente su di essa. In seguito l’attenzione venne focalizzata anche sulla torre Garisenda: una prima relazione tecnica prodotta nel 1997 avvertiva della necessità di procedere a urgenti e accurati accertamenti per la torre, per lungo tempo più trascurata della consorella, rispetto alla quale non si avevano sufficienti dati né sulla reale consistenza delle sue strutture murarie e fondali, né sulle effettive sollecitazioni cui esse erano sottoposte, principalmente a causa della notevole pendenza. A ciò dovevano attivarsi opere di restauro per rafforzare la muratura della Garisenda e per arrestare il degrado dei paramenti conseguente agli agenti atmosferici.
Nel 1998 il Comune di Bologna, con il contributo finanziario della Fondazione del Monte e di Rolo Banca 1473, ha dunque avviato la prima fase di restauro delle Torri, affidando ad un gruppo di lavoro coordinato dal Professor Claudio Ceccoli le indagini preliminari sullo stato di conservazione delle Torri e l’elaborazione del progetto di consolidamento della Garisenda.
foto di Benedetta Aledda, informazioni tratte dal sito del Comune di Bologna

