6 set. – L’associazione Papillon non si arrende alla nuova elezione di Elisabetta Laganà come garante per i diritti dei detenuti e torna al Tar, con un nuovo ricorso. Dopo essere stata nominata una prima volta dal Consiglio Comunale, Laganà è stata rieletta una seconda volta dopo l’annullamento del Tar, deciso per incompatibilità con il suo ruolo di giudice di sorveglianza. Una rielezione che, secondo Valerio Guizzardi dell’associazione Papillon, rispecchia “interessi politici, lobby di potere alacremente al lavoro, ricatti e cedimenti interessati al solo scopo di riuscire a mantenere in equilibrio una maggioranza traballante”.
Papillon ha presentato il nuovo ricorso con Vito Totire, portavoce del circolo Chico Mendes. Entrambi chiedono che venga scelta una persona che non ha e non ha mai avuto ruoli che possono entrare in conflitto con i diritti dei detenuti. In questi mesi, spiega Guizzardi, Laganà si è presentata poco al carcere della Dozza e non ha mai detto nulla di fronte ai molti detenuti che avrebbero i requisiti per lavorare all’esterno del carcere, ma che attendono il permesso del tribunale di sorveglianza. Ascolta Guizzardi papillon-post
Secondo Guizzardi infine gli atti, che hanno portato alla nomina di Laganà, hanno diversi casi di illegittimità facilmente contestabili sul piano giuridico.

