Fusione Hera-Acegas. Comitati dell’acqua pronti alla protesta in consiglio

2 ott. – La maggioranza spaccata non sarà l’unico problema del consiglio comunale di lunedì prossimo, dove si voterà la fusione Hera-Acegas Aps. Mentre i consiglieri comunali tentano una mediazione con una riunione fissata per domani tra Sel, Pd e il sindaco, i movimenti annunciano proteste dentro la seduta consiliare.

Il Forum italiano dei movimenti per l’acqua nazionale ha lanciato un appello affinché il progetto sia bocciato perché va in senso opposto alla “grande vittoria referendaria del 12 e 13 giugno 2011 quando milioni di cittadini si pronunciarono in maniera chiara e inequivocabile sulla ripubblicizzazione del servizio idrico integrato e la fuoriuscita dell’acqua dal mercato e dalle logiche di profitto, sulla cancellazione in tariffa della remunerazione del capitale investito dal gestore”.

Una contrarietà che il movimento dell’acqua di Bologna vuole portare dentro fin dentro a Palazzo d’Accursio. Ascolta Alessandro Bernardi BERNARDI

Contrari anche i piccoli azionisti che criticano un modello di business basato sulla “crescita dimensionale mediante fusioni ed acquisizioni”.

Enrico Nannetti, presidente e portavoce dei piccoli azionisti riuniti nella sigla AzioneHera, scrive che una fusione è “da evitare,  perché non andrebbe nella direzione dell’interesse collettivo dei cittadini, ma unicamente verso quello particolare dei grandi azionisti privati”.

La fusione inoltre, secondo Azione Hera, “mantiene alto il debito, diluisce il peso del patto di sindacato dei Comuni azionisti, e si orienta verso la tecnologia dei forni inceneritori“. L’altro modello di business, al contrari,o promosso dai piccoli azionisti, prevede il “raggiungimento di una massa critica attraverso un sistema di reti civiche comunali”.

Anche i Verdi non risparmiano critiche sull’operazione Hera-Acegas Aps. Il presidente provinciale Matteo Badiali ha dichiarato che “la miopia dei politici, insensibili alle scelte referendarie dei cittadini, alimenta quel senso di distacco dalla cosa pubblica e quel profondo malessere, che sono il vero danno della politica”.

Questa sera l‘assemblea federale di Sel deciderà dare ai loro consiglieri bolognesi l’indicazione di votare contro oppure astenersi.

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