Fuorionda di Favia “Da noi la democrazia non esiste”

7 set. – Decide tutto e controlla tutto Casaleggio, è lui a prendere le decisioni. Parola di Giovanni Favia, consigliere grillino in Regione e in contrasto sempre più evidente con Beppe Grillo. E’ la sintesi del fuori onda di Piazza Pulita della 7.

Accuse pesantissime contro il master mind del Movimento 5 Stelle, presenza incombente accanto a Beppe Grillo e decisiva nella proprietà del marchio del Movimento.

“Da noi la democrazia non esiste”, dice Favia all’intervistatore, Gaetano Pecoraro, “c’è una mente freddissima e molto acculturata dietro” continua Favia parlando di Casaleggio, “che di organizzazione, politica e dinamiche umane se ne intende”. “Loro stavano già andando in crisi con questo aumento di voti”, “si sono salvati con il veto ad andare in tv”

“Lui espellendo Tavolazzi ha soffocato nella culla il dibattito che stava nascendo in rete in contrapposizione alla gestione Casaleggio”.

E’ a lui che Favia attribuisce tutte le decisioni su linee guida o sulle iniziative pubbliche. “Adesso in rete non si può parlare più. Casaleggio controlla tutto.” E ancora “dobbiamo essere molto attenti quando parliamo, Casaleggio è spietato e vendicativo.

Dopo la messa in onda dell’intervista “rubata” , realizzata a maggio, Favia ha parlato di un momento di rabbia e ha postato su facebook l’auspicio di un chiarimento prossimo futuro.

Ma la bomba è ormai esplosa e potrebbe davvero costargli la permanenza nel Movimento.

“Da ormai 5 anni sto dando la mia vita per il Movimento 5 Stelle, contribuendo alla sua nascita. Ora ci sono dei problemi, li chiariremo tutti insieme”. Così il consigliere regionale emiliano del M5S Giovanni Favia, precisa le  proprie parole in un’intervista a Piazza Pulita su La7, contro la mancanza di democrazia nel M5S. L’intervista, che risale a maggio, registra frasi molto dure pronunciate ‘off the record’ da Favia al giornalista, a telecamera spenta, ma a microfoni accesi. Dopo la messa in onda, il consigliere regionale, che è uno degli esponenti più noti del M5S, spiega le sue ragioni su Facebook. “Il Movimento – scrive – è un grande sogno, non è Favia, non è Casaleggio. L’ultima occasione per questo paese, per riscattarsi. Mesi fa incontrai un giornalista, mi intervistò in merito alla democrazia interna nel livello nazionale. Tavolazzi (esponente
espulso dal movimento, ndr) era stato un grande compagno di battaglie, come me, sin dagli inizi. Lo vidi piangere, dopo  l’inibizione al logo. Ero arrabbiatissimo. In pubblico non ho mai voluto manifestare il mio disagio per non danneggiare la nostra battaglia”

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