8 set. – Beppe Grillo non prende parola direttamente sulla vicenda Favia, ma posta sul suo blog un articolo del freelance Maurizio Ottomano, pubblicato inizialmente sul sito del Movimento 5 Stelle di Vicenza. Ottomano, di chiara fede grillina, sostiene che il fuorionda di Giovanni Favia su ‘La7’ era concordato.
Troppo esperto con le interviste per essersi lasciato abbindolare da un giornalista con il microfono acceso, le ragioni di Favia, secondo Ottomano, sarebbero da ricercare nell’intenzione di passare dai 5 Stelle ad un partito “più tradizionale”, come il Pd: “La fine mandato, prossima per Favia che è già alla seconda legislatura e quindi non più candidabile nel M5S, potrebbe essere il movente di questa intervista concordata e il “do ut des” per il passaggio ad altra formazione politica, probabilmente il PD o affini”.
Favia, definito nell’accusa “il neo-dissidente del MoVimento”, risponde su twitter: “Non ho nessuna intenzione di andare nel Pd, L’M5S è sempre stata ed è la mia casa. Che fai mi cacci?”. La frase, chiaramente rivolta verso Grillo o il suo spin-doctor Casaleggio, cita Gianfranco Fini, allora alle prese con Silvio Berlusconi all’interno del Pdl.
Nel frattempo all’interno dei grillini il dibattito è aperto e non mancano i simpatizzanti, soprattutto in Emilia Romagna. Chi difende Favia lo fa soprattutto ponendo al centro il tema del fuorionda, il problema della democrazia interna al movimento: un commento invoca anche un confronto Favia-Grillo-Casaleggio via streaming. Lo stesso sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, negando di aver parlato di Congresso, dice “Non mi sembra assolutamente il caso (che Favia si dimetta ndr), ha espresso perplessità e le cose si risolvono sempre con il dialogo”. Sul blog qualcuno cita il Partito Pirata tedesco che definisce il Movimento 5 Stelle “un partito proprietario, gerarchico come il copyright”. Dall’altra parte sono moltissime, sul blog e sul profilo Facebook di Favia, le richieste di dimissioni del consigliere regionale.
Nell’articolo di Ottomano viene attaccato anche Luca Telese (e il suo nuovo progetto editoriale “Pubblico”), ospite della trasmissione e critico verso i grillini. Gianroberto Casaleggio, indicato da Favia come il deus ex machina del movimento e padre-padrone che ne controlla le decisioni più importanti, viene citato solo una volta da Ottomano che lo definisce “compagno di molte battaglie” di Beppe Grillo.
Secondo Ottomano, tra gli alti vertici del movimento, la notizia del fuorionda sarebbe circolata prima della puntata di “Piazza Pulita, andata in onda giovedì, tanto che alla festa dei 5 Stelle di Roncadelle (Brescia) Grillo avrebbe preannunciato il tutto dichiarando: “Anche noi avremo i nostri Scilipoti“. Una frase che, pubblicata oggi sul blog di Grillo suona come un’espulsione preventiva.

