Bologna, 27 mag. – Un “Funerale della cultura”contro il bando dei servizi museali. I lavoratori dei musei comunali di Bologna danno appuntamento domenica alle 10.30 in Certosa, dove accompagneranno i cittadini in visite guidate alle tombe dei defunti illustri. Perché, spiegano, anche loro “si rivolterebbero nella tomba”, se sapessero del bando del Comune che “esternalizza il lavoro” e “toglie certezze” ai suoi dipendenti.
Il bando, contestato da tutte le sigle sindacali, si chiude oggi e così una trentina di lavoratori ha preso un permesso dal lavoro e organizzato un presidio-volantinaggio davanti alla sede del Comune di piazza Liber Paradisus.
Ce ne parla Gianni Ayraldi, delegato Cobas al Comune di Bologna Istituzione musei
Nell’incontro tra sindacati del 23 maggio scorso non è arrivato il chiarimento atteso da parte dell’amministrazione e un nuovo incontro è atteso per domani con le sigle confederali. Oggi, nel frattempo, Cub Cobas e Usb sono stati convocati in Prefettura dopo aver decretato lo stato di agitazione.
I lavoratori dei musei se la prendono anche con l’assessore alla Cultura, Alberto Ronchi, che venerdì scorso, nel rispondere in question time alle domande di alcuni consiglieri comunali, non ha dato “alcuna certezza” sulla “progressiva dismissione della cultura intesa come bene comune universale”.
In question time, Ronchi ha parlato di un risparmio nei servizi, che arriverà grazie al bando, dell’8%, ma per i lavoratori non è affatto chiaro da dove derivi questa percentuale. Quanto ai precari (“Vogliamo dar loro certezza”, ha detto Ronchi in aula), “i tre anni di sicurezza di cui parla, valgono solo per le aziende appaltanti, a cui il Comune si legherà mani e piedi senza possibilità di intervenire su scelte, priorità, metodologie ma soprattutto trattamento dei lavoratori”, lamentano l’assemblea. Insomma, malgrado le rassicurazioni dell’assessore sul fatto che “nulla cambia con questo bando”, le cose sono già cambiate, rincarano i lavoratori, “visto che nel bando è scomparsa ogni possibilità da parte dell’Istituzione di progettare la propria attività educativa, ennesima funzione chiave per ogni politica educativa e culturale che viene completamente affidata all’esterno”.

