Fugge per evitare il matrimonio combinato, genitori indagati

24 ago. – Una ragazza di nazionalità macedone, in Italia da quando aveva due anni, ha denunciato i genitori che volevano imporre di sposare un connazionale e per questo l’avevano riportata nel paese d’origine. Ma lei, 21enne, è fuggita ed ha denunciato i genitori, che sono indagati per maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona e violenza privata. Il padre è anche accusato di stalking. Tutto è iniziato quando aveva 17 anni e il padre le aveva proibito di continuare gli studi e aveva imposto di troncare una relazione con un coetaneo bolognese, poiché volevano che sposasse un macedone. La ragazza aveva tentato il suicidio due volte ed era stata affidata a una comunità. Una volta maggiorenne i genitori l’hanno portata due volte in Macedonia, per organizzare il matrimonio combinato. E’ stata segregata in casa e le sono stati sottratti i documenti. Si è ribellata ed è riuscita a chiamare al cellulare della cugina la responsabile della comunità che l’aveva ospitata. La donna ha organizzato un incontro a Skopje con due persone, che l’hanno portata in aeroporto, dove si è imbarcata per Praga e in seguito per la Svizzera. Quindi è rientrata a Bologna, dove ha ripreso a lavorare come parrucchiera e a frequentare un ragazzo. Ma il padre ha cominciato a perseguitarla e a minacciare sia lei sia il giovane, anche con la complicità di amici e familiari. Soltanto nell’aprile scorso la ragazza ha denunciato i genitori; ora sono stati inviati loro gli avvisi di fine indagine, che solitamente preludono al rinvio a giudizio.

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