8 mar. – E’ diventato un giallo la vicenda del decreto di sospensione dal servizio uguale a quello notificato ai poliziotti arrestati per rapine ai pusher ma che era in bianco e senza la firma della questura. Il decreto era in mano all’avvocato di tre dei 4 agenti, Luigi Saffioti, che lo aveva durante l’interrogatorio di garanzia e che si è giustificato dicendo che era una fotocopia con la firma sbiadita. In realtà è un documento ma non ha il numero del protocollo. Per la Procura è un ulteriore segno di una situazione opaca in Questura. I pm ieri hanno convocato un poliziotto che lavora all’ufficio personale della Questura e la dirigente Fiorenza Maffei ma non hanno sbrogliato la matassa. Parallelamente procede il lavoro d’ispezione della funzionaria centrale Daniela Stradiotto mandata a Bologna dal capo della polizia che si dovrebbe concludere oggi.
I poliziotti non hanno risposto alle domande del gip Alberto Ziroldi nell’interrogatorio di garanzia, per loro i legali hanno chiesto l’attenuazione della misura cautelare.

