3 ago. – “Non mi sono fatta sentire per rispetto a una linea scelta anni fa in cui la Caritas e l’Opera Padre Marella si tiravano via da tutti i tavoli di collaborazione con le istituzioni“. Risponde così l’assessore al Welfare Amelia Frascaroli al grido di allarme lanciato dai vertici delle due istituzioni caritatevoli cattoliche che avevano detto di sentirsi “soli” nell’operare in città. Frascaroli si dice soddisfatta da quella che giudica un’apertura ed è pronta già a settembre ad incontrare Caritas e Opera Marella per cercare, insieme, di rispondere al meglio alla sempre maggior richiesta di sostegno sociale.
L’assessore sottolinea comunque che furono le due realtà a sfilarsi dai tavoli istituzionali pur non essendo mai mancato da parte loro il sostegno e la collaborazione operativa. “Se si apre una prosepttiva di dialogo – dice l’assessore al Welfare – lo prendo come un invito e di questo li ringrazio“.
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Per rispondere nel merito alle criticità sollevate dal direttore della Caritas Paolo Mengoli che ha parlato di eccessiva burocratizzazione della macchina dei servizi sociali, Frascaroli dice di avere ben presente il problema e di stare pensando ad una razionalizzazione di una macchina che negli anni si è resa sempre più pesante. Per l’assessore, però, non si tratta solo di eccessiva burocrazia ma di un innalzamento della domanda e di mancanza di forze per rispondervi: per questo è necessario, ha detto Frascaroli, “ripensare insieme“, anche con i suggerimenti che vengono dal basso, l’organizzazione del welfare cittadino.
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