Bologna, 16 mag. – “Importanti rassicurazioni e chiara volontà politica in ordine al superamento della struttura così per come l’abbiamo conosciuta in passato”. Lo scrive su facebook l’assessore al welfare del Comune di Bologna Amelia Frascaroli dopo aver incontrato a Roma il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Graziano Delrio. Uno dei temi dell’incontro è stato proprio il Cie di Bologna. Da tempo c’era il timore di una possibile riapertura del centro di identificazione e espulsione, e domenica ci sarà anche la manifestazione dei movimenti cittadini. Ora l’annuncio di Frascaroli che lascia intravedere un “superamento della struttura così per come l’abbiamo conosciuta in passato”. L’idea del Comune è quella di trasformare il Cie in un centro di accoglienza e smistamento dei profughi, senza sbarre.
Il sindaco Virginio Merola ha confermato le parole del suo assessore
Ai nostri microfoni Frascaroli ha spiegato la situazione: “La struttura di via Mattei non riaprirà più come Cie, questo lo do ormai per scontato”. Il governo, racconta l’assessore, sta decidendo di aprire su tutto il territorio italiano centri di accoglienza, e quello potrebbe essere il destino dell’ex Cie. “Parliamo di primaria accoglienza, un luogo che permetta alle persone di fare i propri progetti di vita”.
Abbiamo chiesto a Giorgio Grappi del Coordinamento Migranti di Bologna se, dopo l’annuncio di Frascaroli, è confermata la manifestazione di domenica contro il Cie. “La manifestazione è confermata e i motivi sono due – ha detto Grappi – Intanto la manifestazione è stata convocata per la chiusura di tutti i Cie in Italia, e quindi la buona notizia bolognese non fa cadere i motivi della nostra lotta. Poi c’è la questione della Bossi-Fini e della gestione politica dei permessi di soggiorno, altro motivo per scendere in piazza. I centri di accoglienza – ha concluso Grappi – non sono immuni da problemi, e quello che è successo in questi giorni nel Cara vicino Roma (a Castelnuovo di Porto i migranti si sono barricati per protesta, ndr) conferma che, per come è gestita l’accoglienza in Italia, la trasformazione del Cie in centro per l’accoglienza non è di per sé rassicurante, e questo dovrebbe saperlo anche il Comune di Bologna”.
Il Cie? “Dovrebbe essere abbattuto”, è invece il commento del centro sociale Tpo dopo le dichiarazioni di Frascaroli. “Un centro di detenzione organizzato come carcere di massima sicurezza dovrebbe essere abbattuto e ripensato da capo per diventare un luogo in cui chi arriva possa sentirsi benvenuto! E allora, se siamo d’accordo che non sono i letti e i cortili di cemento, i 3 muri di cinta, le camerate lungo i bracci, a poter accogliere dignitosamente, perché non abbandonare definitivamente l’accoglienza dei grandi numeri, dove le persone si concentrano per periodi sempre indefiniti nell’attesa dilatata?”

