18 gen. – Da un lato ammette che può “creare qualche difficoltà alla Curia di Bologna”. Dall’altro si augura che il richiamo alla neutralità in politica dei sacerdoti, lanciato dal cardinale arcivescovo Carlo Caffarra a inizio anno, “valga anche per i vescovi, anche i vescovi ausiliari“. E’ pungente Amelia Frascaroli, candidata alle primarie di Bologna, in un’intervista a Radio Radicale dove parla dei suoi rapporti che definisce “non facili” con la Chiesa di Bologna: “Capisco che posso creare qualche difficoltà alla Curia – spiega Frascaroli – ma sono superabili, se si riallacciassero i rapporti di affetto che c’erano quando lavoravo alla Caritas”. “Io faccio parte di una realtà ecclesiastica lasciata un po’ ai margini”, continua, “che si dichiara estranea a questi giochi tra Chiesa e politica”. Forse anche per questo Frascaroli si dice contenta per il richiamo alla neutralità dei sacerdoti da parte di Caffarra, a patto che valga per tutti. E i riferimenti, indiretti, al vescovo ausiliare Ernesto Vecchi si sprecano. “A Bologna siamo abituati alla Chiesa che ogni tanto qualche intervento l’ha fatto – sottolinea Frascaroli. Mi fa piacere se si va nella direzione di atteggiamenti rispettosi. E’ giustissimo questo richiamo alla neutralità, ma deve riguardare tutti. Anche i vescovi e i vescovi ausiliari, non solo i sacerdoti delle parrocchie”.
La primarista ha anche parlato di diritti, che “vanno affrontati in modo laico, perché non possiamo chiedere a tutti di essere cattolici”. In particolare, la distanza aumenta quando si parla dei Dico all’emiliana, che l’arcivescovo di Bologna ebbe modo di criticare duramente quando furono varati dalla Giunta Errani. Secondo Frascaroli, invece, sono “una buona conquista, un riaffermare un modo di sostenere i cammini diversi che fanno le famiglie”.
Infine, Frascaroli ha lanciato un messaggio chiaro anche all’indirizzo di via Rivani, concedendosi per la prima volta dall’inizio della campagna per le primarie qualche chance di vittoria: “Il Pd non deve aver paura di chiunque vinca le primarie – ha detto la candidata ex Caritas – perché se le sentisse sue, come dato costituzionale, potrebbe stare sereno e capire che qui si tratta di processi democratici. Se invece scattano meccanismi di paura legati a una mia vittoria, che potrebbe anche essere, se si cade in un tranello come a Milano, senza capire che il vero valore è la partecipazione del popolo sinistra, allora poi si pagano dei prezzi alti”.

