30 dic. – Amelia Frascaroli incassa l’appoggio della Federazione della Sinistra alla sua candidatura alle primarie, ma chiede “lealtà” a Rifondazione e Pdci che in caso di sua sconfitta hanno detto di non sentirsi obbligati a sostenere il candidato di coalizione. “Non voglio essere elemento di conflittualità a sinistra”, ha detto ai nostri microfoni Frascaroli, “ma occasione di riapertura di confronti”.
Il pericolo di essere strumentalizzata per rinfocolare conflitti all’interno della sinistra viene allontanato con l’insistenza sulla vicinanza dei contenuti, ma Frascaroli sottolinea come “non si può dire a priori io appoggerò un candidato e non ne appoggerò un altro, credo ci sia da confrontarsi e parlare”. “Ognuno deve fare lo sforzo di allargare i suoi confini e andare in direzioni unitarie”, ha proseguito Frascaroli ai nostri microfoni, “io credo che ognuno deve rimettersi a discutere le proprie posizioni, ripartendo da zero con lealtà.”
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Gli esponenti della Federazione della Sinistra hanno risposto alla primarista ribadendo che non hanno intenzione di votare il vincitore delle primarie se non sarà Amelia Frascaroli, ma raccolgono l’invito al dialogo.
Secondo Massimo Ruffini della Fed accusare di slealtà il suo partito è “logicamente sbagliato”, perché loro non hanno partecipato a stilare le regole delle primarie. Sottolinea però che il loro obiettivo è dare un governo di centrosinistra a Bologna “qualunque sia l’esito delle primarie”.
Critiche sull’appoggio dei comunisti a Frascaroli sono arrivate dal suo concorrente Benedetto Zacchiroli che ha dichiarato che “non sembrano compagni di viaggi molto seri. Non vorrei che questi partiti preferiscano chi non ha idee molto precise e che lei apparisse la più manipolabile”.

