Bologna, 4 apr. – Svincolare i fondi che si spendono per la prevenzione delle frane del patto di stabilità e puntare sulla prevenzione. Sono queste le ricette che Gabriele Cesari, presidente dell’Ordine dei geologi dell’Emilia Romagna, indica alla politica e ai cittadini.
Questa mattina, insieme a Maria Elisabetta Tanari, sindaca di Gaggio Montano, Cesari ha tenuto un sopralluogo a Silla, nel fronte di una delle frane più grandi dell’Appennino bolognese che rischia di investire la Porrettana. In Emilia Romagna sono state mappate 70 mila frane: un dato che consegna alla regione guidata da Vasco Errani la palma di più franosa d’Italia. Proprio Errani, lo scorso 15 marzo, aveva detto di voler investire i fondi europei per la messa in sicurezza del territorio: “Ci viene giù la regione” disse Errani.
“L’unica arma è la prevenzione” dice Cesari che però confida nella tecnologia per rallentare i fenomeni già in atto. E l’esempio di Gaggio calza a pennello, secondo Cesari. “Il coordinamento tra i geologi dell’unione dei comuni, quelli della Provincia, della Regione, i volontari della protezione civile, hanno consentito di monitorare costantemente la frana ed evitare l’evacuazione di importanti attività imprenditoriali”. In alcuni casi però, quando la situazione è molto compromessa, la soluzione è una: “Delocalizzazione”. Per evitare tutto questo ci vorrebbe però più accortezza a monte, in sede di pianificazione, e una costante cura del territorio.
“Un euro speso in prevenzione ne fa risparmiare 5 in ripristini” dice Cesari.


