11 mar.- Alla cerimonia di commemorazione per l’uccisione di Francesco Lorusso, lo studente di Lotta Continua ucciso in via Mascarella da un colpo d’arma fuoco l’11 marzo 1977 durante scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, c’erano alcune decine di persone. Davanti alla lapide che ricorda il suo nome e poco lontano dal muro dove ci sono i fori dei proiettili sparati dai Carabinieri (il processo però non è mai partito perché il militare Massimo Tramontani, che esplose 6 colpi dalla sua arma d’ordinanza, venne prosciolto), c’erano l’assessore alla cultura del Comune Alberto Ronchi, il presidente del consiglio provinciale Stefano Caliandro e il prorettore Roberto Nicoletti. Accanto a Mauro Collina dell’associazione La Lotta Continua c’era il fratello di Francesco, Giovanni.
Il ricordo di Lorusso è stato affiancato a quello di due persone scomparse nell’ultimo anno che hanno sempre partecipato alla commemorazione: Maurizio Cevenini e Stefano Tassinari.
Per l’assessore Ronchi una persona come Tassinari sarebbe molto utile in questo momento perché ha sempre lavorato sull‘importanza della memoria cercando però di arrivare ad una memoria condivisa. “L’uccisione di Lorusso è stata un dramma per questa città – ha detto Ronchi – è giusto che la voce istituzionale parli perché per molti anni è stata zitta”.

