Bologna 6 nov. – Duecento operai delle Officine grandi riparazioni in piazza per protestare contro l’annunciata chiusura del centro di manutenzione dei convogli di Trenitalia. L’azienda, dopo aver rinviato più volte la chiusura, ha fissato la nuova data: entro il 2016 i 350 operai che lavorano nell’officina di Bologna perderanno il lavoro, oppure saranno trasferiti in altre regioni italiane. Niente da fare invece per l’indotto: le aziende che lavorano in appalto dentro il centro manutenzione non si vedranno rinnovare i contratti, e un centinaio di persone resteranno senza stipendio. Tecnici e operai sono partiti in corteo da via Casarini, dove hanno sede le Ogr, e sono andati fino a Palazzo d’Accursio, dove con tamburi, fumogeni e tamburi hanno fatto sentire la propria presenza alle istituzioni. “Ora la politica si dia una mossa”, ha detto un operaio. Ecco le voci di alcuni degli operai:I lavoratori delle Ogr
I lavoratori delle officine chiedono che Comune, Provincia e Regione facciano pressione su Trenitalia per trovare una soluzione e salvare i posti di lavoro.
Alla fine della manifestazione un gruppo di lavoratori e Rsu si è incontrato con i vertici di Comune, Provincia e Regione. Per le istituzioni tra gli altri il vicepresidente della Provincia Giacomo Venturi, il vicesindaco del Comune di Bologna Silvia Giannini e l’assessore regionale ai trasporti Alfredo Peri. “Riteniamo fondamentale – recita un comunicato di Palazzo d’Accursio inviato alle redazione alla fine dell’incontro – individuare i necessari interventi nei confronti delle scelte del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane(FSI) , al fine di evitare la perdita di una importante attività manutentiva e industriale del nostro territorio. Attività che siano in grado di rispondere alle necessità manutentive dei rotabili regionali e dell’alta velocità, nell’ambito anche delle tecnologie legate alla sicurezza e alla qualità dei treni che viaggiano sulla nostra rete ferroviaria”. A margine dell’incontro Venturi ha anche ribadito come l’area dove attualmente sorgono le officine non subirà cambi di destinazione d’uso. “Resterà com’è, non ci metteremo mano. Il tema è preservare il lavoro e le competenze”.


