13 sett. – L’annuncio è del presidente della Fondazione del Monte, Marco Cammelli. Le erogazioni che la Fondazione ogni anno destina a progetti sociali, culturali e scientifici saranno ridotti “non meno del 20%, da circa 13 a 10 milioni di euro“.
E questo dopo che già nel 2010 c’era stato un analogo taglio, da 18 a 13 milioni. In due anni una sforbiciata di più del 40%. Se ne rende conto lo stesso Cammelli che lega i tagli alla crisi economica e al valore delle azioni legate alla fondazione, dimezzato nell’ultimo mese.
Da qui la riduzione. “Sposteremo ogni decisione a ottobre”, spiega Cammelli che per il 2012 si prefigge di “finanziare di meno e meglio“. A salvarsi saranno le iniziative basate sulla cooperazione e dal profondo carattere innovativo. Cammelli parla di progetti “irrinunciabili” su cui si dovrà ancora discutere ma che tendenzialmente saranno rifinanziati. Tra questi il progetto “Sei più” sul successo scolastico delle seconde generazioni, i fondi destinati ai giovani, all’assistenza agli anziani e alla conciliazione casa-lavoro. Il resto, spiega, “dovrà saltare un giro e aspettare tempi migliori”.
Cammelli ha anche parlato delle istituzioni pubbliche, che a suo dire “hanno nostalgia di quando tutto quello che era di interesse pubblico era cosa loro”. “Bisogna sforzarsi – ha concluso Cammelli – di trovare forme di pubblico che cambia, così diventa bello. Altrimenti sarà perdente”. Nel concreto il presidente della Fondazione del Monte vedrebbe bene un ruolo istituzionale confinato alla gestione dei servizi, che potrebbero e dovrebbero essere affidati ai privati. Quali servizi? Per Cammelli “bisogna distinguere”, ma nella lista delle privatizzazioni mette i trasporti e l’acqua, “dove si è fatta molta confusione in passato”, e che purtroppo ha visto un “non eccezionale esito del referendum”. “Bisogna alfabetizzare i cittadini e uscire dalle ideologie”, ha concluso.

