19 mag. E’ sempre più nera la situazione delle aziende bolognesi. Oggi la Fiom ha aggiornato i numeri della crisi, cifre per nulla rassicuranti.
Salgono a 600 le aziende metalmeccaniche della provincia in situazione di crisi con 22 mila dipendenti (su 28 mila) in cassa integrazione, a cui si aggiungono 1070 in Cig speciale mentre sono 460 i contratti di solidarietà.
“Abbiamo segnali – ha aggiuno il segretario provinciale della Fiom, Bruno Papignani- che fra settembre e ottorbre ci possa essere una situazione critica. Potremmo trovarci con 3-4 mila esuberi contemporaneamente“.
A breve la Kpl di Calderara dovrebbe presentare un piano di crisi, mentra alla Minarelli sono previste 20 settimane di Cig nel 2009 ed altre nel 2010, 12 settimane alla Datalogic Automation, mentre alla Bonfiglioli è stato fatto un accordo per 21 settimane di Cig.
Un contesto che ha portato Papignani a criticare Unindustria, colpevole di non aver siglato l’accordo nei giorni scorsi dal Presidente della Regione Vasco Errani con le altre associazioni di categoria, per attutire gli effetti della crisi.
“Unindustria è presente ai tavoli ma non è d’aiuto – ha polemizzato Papignani-. Se Bernini (direttore generale dell’associazine, ndr) restava a Treviso era un buon risultato”.

